Il presidio
Il piccolo alimentari che resiste da 50 anni. "Il segreto? Osservo i clienti e copio i grandi centri»
Roberto Sgariglia è il titolare della storica bottega che serve il quartiere Fabbricotti. "Per sopravvivere guardo quello che fa la grande distribuzione, cerco di capire le esigenze della clientela e anticipare i nuovi bisogni"
LIVORNO. «Il mio segreto per sopravvivere? Copiare, in piccolo, quello che fa la grande distribuzione, capire le nuove esigenze della clientela e anticipare là dove si può, i nuovi bisogni. Non si sente un fenomeno Roberto Sgariglia, al timone di uno storico negozio di alimentari che da oltre 50 anni serve il quartiere Fabbricotti. Nato come verduraio, il mitico "Dante" come lo conoscono ancora nel rione, l'attività si è evoluta nel tempo e adesso è uno scrigno di bontà che presto arriveranno a casa a domicilio, da viale della Libertà. «Dante era mio padre - continua - Nella filosofia di copiare quello che già c'è e che funziona credo che l'ordine online di ciò che serve alle famiglie e poi la consegna a domicilio siano la nuova frontiera dei negozi di quartiere, per non morire».
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Ortofrutta, pizzicheria, alimentari e un po' di gastronomia: il negozio abbraccia un po' tutto. «Chi è specializzato solo in un prodotto, se non si tratta di qualcosa di nicchia, secondo me ha poco futuro». Oggi Sgariglia ha 48 anni e un attività forte di ben 11 dipendenti, con un fatturato negli anni costantemente in crescita. «Noi commercianti di quartiere dobbiamo capire come cambiano le esigenze della clientela, io semplicemente osservo il contesto e le persone che vengono a fare acquisti da me». Il negoziante non risparmia una riflessione anche sulla tanto demonizzata crisi del commercio. «Credo che il nostro settore non sia in crisi, semplicemente sta cambiando: la gente continua a mangiare, a vestirsi, a fare acquisti ma in un altro modo, secondo bisogni differenti, con meno soldi nel portafoglio. Con questi cambiamenti noi commercianti dobbiamo fare i conti e reinventarci per non chiudere». Sgariglia racconta come lui porta avanti il suo lavoro: «Il settore dell'orto-frutta è molto dinamico e ci permette anche a noi, piccoli esercenti di quartiere, di concorrere con la grande distribuzione, soprattutto con i prodotti di filiera corta: quindi lavorare tanto, fare ricariche medio-basse sui prodotti e guadagnare il giusto. Così si sopravvive». In soldoni Sgariglia sottolinea che i colleghi "ingordi", quelli dalle ricariche super, sono fortemente a rischio. «Un cliente se ne accorge e sicuramente dopo un po' di tempo va da un'altra parte». E lavorare tanto vuol dire anche togliersi il giorno di riposo: «Io ho tolto il pomeriggio di riposo, assumendo una persona ad hoc». (f.s.)
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