Il presidio
Due scippi in 24 ore in centro, ecco l'identikit del rapinatore seriale
Livorno, mercoledì 5 ottobre l’aggressione a Fabbricotti, il giorno seguente all’Attias. Le donne derubate hanno fornito la stessa descrizione dell'uomo
LIVORNO. Di una cosa gli investigatori sono sicuri: dietro ai due scippi avvenuti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro nel pieno centro di Livorno c’è la stessa firma, quella di uno scippatore seriale. È da questo certezza che la sezione antirapine della squadra mobile sta cercando di mettere insieme tutti gli elementi a disposizione per risalire all’identità del colpevole.
A cominciare dal racconto delle due donne derubate, la prima mercoledì 5 ottobre intorno alle 19,45 in via Brigata Garibaldi, a due passi dall’ingresso di villa Fabbricotti, la seconda in via Mayer, alle 20,30 di giovedì 6, mentre a una strada di distanza andava in scena il consueto struscio serale. Entrambe ripercorrendo la loro disavventura hanno raccontato che il rapinatore fosse in sella a uno scooter di «colore scuro». E più precisamente di uno di quelli con le «ruote alte», dunque molto probabilmente di grossa cilindrata.
Andando invece a descrivere il fisico dello scippatore e alcuni particolari dell’abbigliamento, le donne si sono ricordate di un uomo «alto e magro», con in testa un «casco scuro» e una «barba incolta sul viso», tra i 25 e i 35 anni. Singoli elementi che adesso devono essere inseriti in un contesto più ampio e approfonditi. Ecco perché già venerdì 7 ottobre gli agenti hanno acquisito le immagine delle telecamere a circuito chiuso lungo via Mayer. La speranza degli investigatori è quella di trovare dentro ai fotogrammi registrati giovedì sera intorno alle 20,30 un’immagine buona dalla quale sia possibile leggere la targa dello scooter a bordo del quale si è mosso il rapinatore: prima aggredendo una giovane studentessa per derubarla, dopodiché scappando in direzione di via Ernesto Rossi.
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Parlando con gli investigatori che si stanno occupando del caso c’è una fiducia nella possibilità di risolvere il caso in tempi brevi. È possibile, infatti, che gli agenti abbiano già un’idea del possibile responsabile e che stiano cercando di trovare conferme a questa ipotesi. Non a caso in queste ore le donne scippate nei giorni scorsi sono state convocate in questura per essere ascoltate di nuovo dagli inquirenti per chiarire alcuni aspetti dell’aggressione che in un primo momento sono stati trattati con meno attenzione.
È in questo contesto che è molto probabile che alle vittime vengano mostrate alcune foto segnaletiche di possibili responsabile. Un altro elemento, a seconda delle loro reazione, che potrebbe chiudere il cerchio dei sospetti. Anche perché il pericolo concreto è che lo scippatore seriale possa colpire ancora come ha fatto nelle prime due occasioni: in centro intorno all’ora di cena. E non è detto che la prossima volta le conseguenze dell’aggressione non possano essere peggiori di quelle precedenti.
Le vittime di via Brigata Garibaldi e via Mayer infatti, nonostante la paura e i danni materiali subiti: entrambe sono state derubate della borsa che portavano con sé, non hanno per fortuna subito danni fisici. Di più: gli agenti delle volanti sono riusciti a individuare la borsetta della signora a qualche centinaio di metri di distanza, in fondo a via Roma, a poche decine di metri dall’incrocio dei cimiteri della Misericordia. All’interno sono stati recuperati i documenti e le chiavi di casa. Purtroppo per la malcapitata però il malvivente è riuscito rubare i soldi contenuti nel portafoglio: circa 200 euro in contanti e il bancomat che è stato però subito bloccato. Non è stato invece rinvenuto lo zaino della giovane derubata il giorno seguente alla quale è stato portato via lo zaino con all’interno l’iPhone, oltre agli appunti di scuola.
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