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Si spaccia per medico e ruba 2 bracciali
«Sono primario all’ospedale, il padre della titolare è un amico...». Arrestato dopo il colpo da Galleni il truffatore delle gioiellerie
LIVORNO. Come è venuto in mente a Cristoforo Fano, 70 anni di Torino, già noto per episodi di truffa, di spacciarsi per un primario dell’ospedale, amico del gioielliere Galleni? Ha bluffato o ha studiato bene la preda prima di entrare in azione? Se lo chiedono gli investigatori e se lo domanda anche il personale del noto storico negozio di via Grande, che lo scorso agosto è caduto vittima del raggiro di un malvivente, sparito subito dopo il colpaccio. La risposta che si sono dati gli investigatori è che Fano è un professionista della truffa, già noto in mezza Italia. Fino a qualche tempo fa, secondo la polizia, si muoveva in coppia con colui che gli agenti chiamano il “maestro”, un genovese che gli aveva insegnato il “mestiere”. Ma da quando l’anziano è venuto a mancare, a quanto pare il 70enne agisce da solo. E da solo, infatti, era venuto in città, viaggiando in treno.
La cosa certa è che la latitanza di Fano, accusato di essere il finto medico in azione da Galleni, non è durata molto. La squadra mobile della polizia lo ha scovato, grazie alle immagini delle telecamere del negozio stesso, e a un’indagine serrata, fatta anche di analisi telefoniche. Ora Fano è nel carcere “Marassi” di Genova per scontare una pena cinque anni e nove mesi accumulata per altri casi di truffa e ricettazione.
È il 10 agosto scorso e sono le 12 circa quando da Galleni, in via Grande 175, si presenta un uomo di una certa età, distinto nei modi e ben vestito, che si presenta come il dottor Baronti, primario del reparto di Mammografia dell’ospedale di Livorno. Per accreditarsi agli occhi della commessa che lo accoglie, il settantenne vanta una vecchia amicizia con il padre della titolare della gioielleria, e così facendo riesce a convincere la donna a farsi consegnare, senza pagare, due bracciali in oro del valore totale di 3.400 euro. Approfitta così della buona fede della dipendente che, forse preoccupata anche di fare brutta figura con i titolari, asseconda le sue richieste.
Tuttavia, presto nel negozio si rendono conto che quell’uomo non è il primario di mammografia ma un ladro, che secondo la squadra mobile è specializzato in truffe. Scatta quindi immediata la denuncia della gioielleria alla questura. Gli investigatori della mobile, guidati dal dirigente Giuseppe Testaì, acquisiscono e analizzano i filmati del sistema di video-sorveglianza della gioielleria. Dalle immagini si vede, chiaramente, l’uomo, autore della truffa, parlare con molta calma e sicurezza con la commessa. La buona notizia è che da alcuni fotogrammi estrapolati dai filmati, il viso del ladro si vede bene. Così, con la collaborazione della squadra mobile di La Spezia, gli agenti riescono a identificare il responsabile, il 70enne di Torino, riconosciuto dalla vittima.
Si tratta di un truffatore seriale, già indagato dalla polizia di mezz’Italia. Lo scorso anno aveva tentato di portare via da una gioielleria di Cortina un Rolex da 11mila euro, pagandolo con un assegno falso. Al momento dei fatti avrebbe dovuto essere a Genova, dove era stato sottoposto all’obbligo di dimora nel comune ligure. Ad incastrarlo, oltre al riconoscimento fotografico, anche le indagini tecniche che hanno consentito di accertare che l’uomo, il 10 agosto scorso, si trovava proprio a Livorno. Nessuna traccia invece dei bracciali rubati.
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