Il presidio
Porto, turismo e strade per il rilancio della costa
Dallo scalo livornese passano 200mila visitatori e vengono spesi 9 milioni Il presidente Tortelli: bisogna puntare all’integrazione territoriale e a diversificare
LIVORNO. Aumentare la dimensione media delle imprese ricettive, favorire l'aggregazione di impresa, superare i problemi infrastrutturali dei trasporti e la stagionalità nell'offerta turistica: queste sono alcune delle proposte scaturite dal convegno dedicato alla realtà attuale ed al domani della costa toscana, da Carrara sino a Grosseto. Promosso dal CRU-Consiglio Regionale Unipol Toscana, l'incontro è stato ospitato nell'auditorium del Lem dinanzi ad una platea di esponenti del mondo associativo, sindacale ed imprenditoriale.
Al dibattito, moderato dalla giornalista del Tirreno Ilaria Bonuccelli, hanno partecipato l'assessora al commercio Paola Baldari, il responsabile di CRU-Unipol Aleardo Benuzzi, il direttore del Centro Studi Turistici, Alessandro Tortelli, il presidente CRU-Unipol Toscana, Massimo Biagioni, il presidente della Commissione Costa in Consiglio Regionale, Antonio Mazzeo, il presidente della Commissione Attività Economiche in Regione Toscana ed il presidente del Gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini: «E' essenziale partire dalla forze vive, reali, di questo territorio e ragionare con loro sulle prospettive. Cerchiamo di stimolare un confronto ricordando che lo sviluppo ha bisogno di più componenti facendo in modo che l'attività economica, che è fondamentale, incontri i bisogni sociali e salvaguardi l'ambiente. Ed anzi si usi l'ambiente come veicolo e come valore per il traino dello sviluppo. Ciò va affrontato in un'ottica non di breve periodo, come le infrastrutture dei trasporti e dei porti».
E parlando di traffico portuale l'indagine colloca il porto di Livorno al sesto posto in campo nazionale per movimento passeggeri con una previsione per il 2016 di -2,7% (equivalente a circa 23.000 passeggeri), mentre lo scalo di Portoferraio registra un balzo in avanti del 53,2%.
Nel 2016 su ottocentomila passeggeri complessivi il 14% resta a bordo, il 44% si dedica ad escursioni ufficiai in Toscana, il 16% compie escursioni "fai da te" ed il 25% visita Livorno (ovvero duecentomila visitatori). Inoltre dei quasi 38 milioni di Euro spesi da passeggeri ed equipaggi il 24% vengono spesi a Livorno.
A ciò vanno aggiunti i quasi due milioni di passeggeri dei traghetti transitati dal porto di Livorno (altri 167000 sono passati dal porto di Piombino). Come sempre non mancano luci e ombre: «Il quadro è abbastanza desolante sul fronte occupazione - spiega Alessandro Tortelli- però fa anche un po' riflettere che la costa toscana rappresenta un quarto del valore aggiunto a livello regionale laddove le imprese attive evidenziano un forte predominio del settore servizi-marketing. In termini di proposte si pensi a quanti passeggeri transitano dai porti, dagli aeroporti e dai sistemi autostradali della costa con la necessità di integrazione di questi hub mediante i trasporti locali. Bisogna perciò puntare all'integrazione territoriale ed a diversificare. Non va poi chiusa la stagione turistica nei tre mesi classici, ma si deve pensare ad un periodo più ampio».
Roberto Riu
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