Il Tirreno

Livorno

"Non vogliamo quella maestra" e i genitori non mandano i figli alla materna

di Francesca Suggi
"Non vogliamo quella maestra" e i genitori non mandano i figli alla materna

Livorno, l’insegnante è legata ad un episodio di presunti maltrattamenti verbali nei confronti di un minore. Intanto dal Provveditorato arrivano garanzie: quella persona non starà mai da sola con i bimbi, sorveglieremo

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LIVORNO. Di 25 bambini ne sono entrati sei. Praticamente un fuggi fuggi generale di genitori che, di primo mattino, decidono di non mandare i propri figli all’asilo del centro (non citiamo il nome per tutelare i minori che lo frequentano). La maggioranza dei baby diserta la lezione. I grandi protestano e i piccoli tornano a casa. Con chi ce l’hanno? Si punta il dito contro una insegnante.

Non vogliamo quella maestra. «Non vogliamo quella maestra», come un mantra babbi e mamme ripetono questa frase. «Ieri mattina abbiamo avuto la brutta sorpresa di vedere che i nostri figli, quest’anno, hanno come maestra una persona legata ad un episodio di presunti maltrattamenti verbali contro un bambino di tre anni verificatosi in un’altra materna. Per noi è inaccettabile», si sfogano i grandi “disertori” che subito chiedono e ottengono un confronto con la dirigente.

Genitori state sbagliando. Dal canto suo, la preside rinvia al mittente proteste e paure, che fanno riferimento ad un episodio specifico, accaduto nel marzo scorso in un altro asilo, oggetto anche di un esposto. «Siamo in uno Stato di diritto e io devo applicare le normative: non posso fare niente per impedire ad una persona di riprendere regolarmente servizio a scuola. Questi genitori stanno sbagliando, non sono questi i modi», sottolinea la preside.

Qualcuno pensa di cambiare asilo. Nonostante le risposte della preside, la volontà dei genitori-contro è quella di agire in modo compatto: «Come si fa a trasferire una persona del genere da una materna ad un’altra senza aspettare che si pronunci l’autorità giudiziaria: i nostri bimbi sono troppo piccoli, alcuni non parlano ancora e non sarebbero in grado di raccontare quello che accade loro», continuano. Questa mattina il gruppo si ritroverà per capire come muoversi, per tutelare, a loro dire, la sicurezza dei loro bambini e la serenità di frequentare la struttura. «Alcuni di noi stanno già pensando di cambiare asilo ai propri figli, vediamo che da parte della preside non c’è collaborazione nè comprensione: di sicuro i prossimi giorni non manderemo a scuola i nostri bambini», rincarano.

Quell’episodio e il racconto di una mamma. Un passo indietro. A parlare è proprio un genitore della classe dove, nel marzo scorso, si verificò l’episodio dei presunti maltrattamenti verbali da parte della maestra in questione, ai danni di un bambino di 3 anni. Si trattava di un’altra materna. L’insegnante in un primo tempo fu sospesa per un breve periodo dalla dirigente scolastica, poi è andata in malattia, periodo terminato ieri, lunedì 3 ottobre, quando la donna è rientrata al lavoro come nel suo diritto per il nuovo anno scolastico in un’altra materna. «I genitori del bambino che ha subìto la situazione hanno fatto un esposto ai carabinieri e anche noi genitori di classe siamo stati chiamati a testimoniare - racconta una mamma - Voglio ribadire che a fine anno scolastico la preside ci disse che avrebbero fatto di tutto per spostare questa persona in istituti frequentati da bimbi più grandi, e invece.... Ci siamo sentiti presi in giro».

Qui Comune e Provveditorato. Sulla questione non manca di dire la sua la responsabile dell’Ufficio scolastico, Anna Pezzati, da poco insediatasi a LIvorno: «Mi impegno personalmente a chiamare la preside per sapere quale strategia intende mettere in atto per garantire da una parte i diritti di questa insegnante e dall’altra quello dei bambini a frequentare serenamente l’asilo». Sicuramente Pezzati garantisce che la maestra in questione non sarà lasciata sola con i bambini: "E' stato disposto che sia sempre affiancata da una collega". Pezzati informa che ci sono indagini in corso per arrivare a definire l'idoneità o meno a stare a contatto con i bambini dell'insegnante.

Promette controllo anche l’assessora Stella Sorgente: «Capisco lo sgomento dei genitori, come Comune anche se non siamo direttamente coinvolti, vigileremo».

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