Il Tirreno

Livorno

SPERIMENTAZIONE URBANISTICA

Colle, il Prg in tandem con l’Irpet

Colle, il Prg in tandem con l’Irpet

«Noi apripista in Toscana di un nuovo stile di programmazione»

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GUASTICCE. Le slide sono una grandinata di cifre e percentuali che disegna l’identikit: la superficie destinata ad aree industriali o commerciali è l’8,9% del territorio comunale (il doppio dello standard toscano), le giovani coppie under 40 sono il 15,3% della popolazione (4 punti in più della media regionale), gli abitanti sono cresciuti di quasi il 6% nell’ultimo quindicennio (in tutto il comprensorio non si arriva alla metà). L’elenco potrebbe allungarsi fino a sfinirvi. Ma, come dicono sia l’economista Stefano Casini Benvenuti, direttore dell’Irpet, sia la ricercatrice Sabrina Iommi c’è bisogno non di sfornare una babele di dati quanto semmai di trovare un filo rosso che selezioni e interpreti i dati.

I due esperti dell’Irpet ne hanno parlato al convegno in agenda ieri all’interporto di Guasticce per presentare la collaborazione dell’istituto di ricerca con il Comune di Collesalvetti alle prese con la programmazione urbanistica del nuovo Piano strutturale. Il sindaco colligiano Lorenzo Bacci rivendica alla propria amministrazione il ruolo di apripista: «Siamo i primi a sperimentare questa opportunità che la Regione dà ai Comuni per programmare con attenzione ai dati reali che consentono di avere a portata di mano un identikit efficace del proprio territorio».

Inutile dire che il sindaco Pd non lascia cadere l’occasione di dare una stoccata all’amministrazione M5s di Palazzo Civico: «È assurdo pensare di fare programmazione territoriale guardando solo al proprio orticello: siamo usciti dai recinti localistici quando siamo entrati nell’Authority e quando abbiamo messo in gioco l’interporto come retroporto, per questo avevo chiesto al sindaco di Livorno di metterci insieme per fare una programmazione in modo convidiso. Del resto, penso che occorrerebbe farlo su scala ancor più vasta: non solo con Livorno ma anche con Pisa e Pontedera». E se Nogarin ha risposto picche, ecco che Bacci afferma che «comunque non rinuncio ad avere un orizzonte di area vasta, e lo faccio grazie all’Irpet».

Con l’Irpet sfonda una porta aperta, visto che l’istituto ha spesso teorizzato l’inadeguatezza della misura municipale : figurarsi che ha teorizzato la riduzione dei Comuni toscani a meno di metà della metà.

A ciò si aggiunga – hanno rilevato l’assessore Riccardo Demi, i tecnici Leonardo Zinna e Christian Boneddu – il fatto che si deve fare i conti con gli effetti della crisi e con il mutamento di paradigma nella programmazione: adesso il non consumo di suolo viene al primo posto.

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