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Cigna, ordinanza di sgombero per la torre
Livorno. Duecento persone nel grattacielo. Il sindacato Asia Usb: in abbandono per anni, si interviene solo dopo l’occupazione.
LIVORNO. «Un ufficiale giudiziario del tribunale ha notificato l'ordinanza di sgombero» della Torre della Cigna: è «datata 2 maggio ma notificata quest'oggi ad alcune famiglie occupanti». A darne l’annuncio è il sindacato inquilini Asia Usb, ribadendo che «dopo decenni di scandali, abbandono e degrado proprio adesso la proprietà e il tribunale si svegliano e chiedono l'intervento della forza pubblica per buttare in strada centinaia di famiglie in difficoltà economica». Il fronte dei senza casa riuniti in Asia Usb chiama a raccolta «tutti i soggetti politici e sociali cittadini» perché scendano in campo «prima che si consumi l'ennesimo abuso ai danni delle fasce più deboli».
Criticano il fatto che «per anni non c'è mai stato un intervento della magistratura contro le varie società immobiliari che hanno fatto ciò che volevano sul nostro territorio. Adesso vorrebbero addirittura intervenire per permettere alle solite società di speculare ancora». Il riferimento è alla torre della Cigna, 19 piani, ex sede dell’Agenzia delle Entrate: da otto anni all’asta con ripetuti tentativi di vendita giudiziaria (valore immobiliare sopra i 30 milioni, base d’asta iniziale a quota 20 milioni e ora sceso a tre e mezzo), ma dal febbraio scorso è occupato da un gruppo di senza casa che si è man mano ingrossato e ora rappresenta il tetto per 200 persone. Avevamo rivelato nei giorni scorsi che un fondo si era fatto avanti subordinando però la propria offerta al fatto di avere l’edificio libero. Il sindacato protagonista della lotta dei senza-casa avanza il sospetto che «fin dall'inizio vi fosse la volontà, da parte di alcune società private, di lasciare per anni le aste di vendita deserte in modo da fare abbassare il prezzo».
E ora? «Evidentemente il momento giusto è arrivato e si sta cercando di acquistare l'immobile, magari strappando un accordo vantaggioso con l'amministrazione comunale per destinare una parte dell'immobile ad affitti concordati in modo da speculare ulteriormente attraverso soldi pubblici». Ma c'è anche un'altra ipotesi, secondo Asia Usb: la torre della Cigna, negli ultimi mesi, è finita «al centro dell'attenzione mediatica e politica» grazie al «lavoro costante e determinato dei comitati e delle famiglie che dopo anni di abbandono finalmente sono riuscite a restituirla alla città sopperendo, di fatto, alle mancanze e all'immobilismo delle varie giunte comunali in tema di emergenza abitativa».
L’organizzazione teme che «come spesso succede una volta effettuato lo sgombero l'immobile tornerà per mesi e forse per anni in mano al degrado». Asia Usb non intende mollare e preannuncia iniziative di lotta: «Siamo pronti a resistere con ogni mezzo ad un eventuale sgombero violento della struttura», che – si afferma – «ospita decine di bambini e neonati che non hanno altra alternativa che vivere insieme alle loro famiglie all'interno di quell'immobile». La sigla protagonista di questa stagione di lotte per la casa fa quadrato con «le famiglie occupanti, i comitati e i sindacati inquilini» e sottolinea che «non staranno a guardare mentre si consuma l'ennesima speculazione immobiliare sulla pelle dei livornesi» e di chi è in difficoltà per la crisi.
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