Il presidio
In Corea è emergenza parte l’operazione anti topi
Isolato Giardino, il Comune intima alla ditta costruttrice dei nuovi palazzi popolari indagini e lavori urgenti nelle abitazioni al piano terra. Tensioni tra i residenti
LIVORNO. Nell’Isolato Giardino di Corea sta per partire una maxi operazione anti topi. Dopo i casi rivelati dal Tirreno - da ultimo i ratti morti trovati dentro le pareti di cartongesso della casa abitata dalla bambina morsa - il Comune ha intimato alla ditta costruttrice dei nuovi palazzi popolari di fare una serie di lavori urgenti per bloccare quella che ormai appare come un’emergenza.
Ieri i tecnici del Comune sono tornati a fare un sopralluogo nell’isolato consegnato appena pochi mesi fa, e i residenti, preoccupati e arrabbiati, sono scesi in cortile. Tra di loro anche un’inquilina di una casa al primo piano che ha dovuto murare la canna fumaria della cucina, dove i ratti si fanno sentire...
Il procedimento è stato affidato ad Alessio Bozzi, dell’ufficio ingegneria strutturale del municipio. Contattato subito dopo, ha spiegato che per lunedì il Comune ha convocato la ditta Falcone costruzioni in acciaio srl, ovvero l’ultima della lunga fila di imprese che si sono occupate della costruzione dei palazzi. Le richieste che gli uffici fanno alla ditta sono chiare: «Entro dieci giorni, a proprie spese, deve fare un’indagine in tutti gli alloggi al piano terra, per individuare i possibili accessi dei ratti. Per fare questo si devono fare alcune aperture mirate sulle pareti di cartongesso, ad esempio in corrispondenza degli scarichi, se necessario mettere il veleno con la collaborazione di Aamps, e sigillare tutto». Un’operazione, è stato chiarito, che può essere fatta senza bisogno di spostare le famiglie. «L’altro problema che deve essere affrontato con urgenza e sempre a spese dell’impresa - aggiunge il responsabile del procedimento - sono i cattivi odori in alcuni appartamenti». Ai quali si aggiungono «interventi da fare per perdite dagli scarichi o per infiltrazioni dagli infissi». «Se lunedì la ditta non si presenterà o si rifiuterà di fare i lavori - avverte - ci penseremo noi: daremo un affidamento diretto e urgente a un’altra impresa e poi ci rivarremo».
Ieri molti residenti si sono radunati nel cortile dell’isolato Giardino. E non sono mancati momenti di tensione tra gli stessi abitanti, in particolare con una famiglia che nelle settimane passate ha steso pezzi di carne ad essiccare alla finestra. «Non possiamo vivere in mezzo ai topi», hanno ripetuto i residenti che hanno anche inviato una lettera a Casalp: «Se non risolveranno la situazione smetteremo di pagare l’affitto o ci trasferiremo in blocco nelle case quasi pronte davanti all’ex circoscrizione».
A margine Bozzi ha ricordato che il Comune, dal punto di vista tecnico, è responsabile del blocco, visto che non c’è ancora stato il collaudo tecnico-amministrativo. Ma la gestione condominale, con i problemi di convivenza che ci sono, spetta già a Casalp: ecco perché il Comune chiederà ufficialmente alla partecipata di vigilare affinché «non vengano fatte attività che vanifichino l’intervento di Aamps».
Juna Goti
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