Marciapiedi alti e ostacoli Coteto proibito ai disabili
La denuncia di Luca Magni che in carrozzina ogni giorno attraversa il quartiere «Auto parcheggiate ovunque, i vigili non si vedono e per noi è una vitaccia»
LIVORNO. «Coteto è un quartiere molto difficile per noi disabili». Luca Magni ha 50 anni e vive in via Campania, non lontano dalla caserma dei vigili del fuoco. Ogni giorno esce di casa guidando la sua carrozzina elettrica, con la quale si sposta per le vie del rione.
Martedì scorso – mentre eravamo al bar Ughi per la prima tappa del “Caffè Tirreno”, il nostro viaggio per raccontare la vita e la quotidianità degli abitanti della città che ha preso il via con grande successo proprio in Coteto – si è presentato a bordo del suo mezzo. E ci ha mostrato le tante cose che per lui non funzionano, a cominciare dai marciapiedi troppo alti in prossimità delle strisce pedonali e dai parcheggi selvaggi che spesso gli impediscono di attraversare la strada.
Sono le 10, siamo in via Toscana, al bar Ughi. Il “Caffè Tirreno” è appena partito. Molte persone sono al bancone. Stanno facendo colazione o semplicemente gustando il caffè loro offerto. Fuori c’è Luca. «Qui la gente è indisciplinata – dice – e le macchine sono posteggiate da tutte le parti, ovviamente anche sulle strisce. Della polizia municipale neanche l’ombra. Devo sempre litigare o arrabbiarmi con la gente». Di auto lasciate in divieto di sosta ce ne sono parecchie. Nella stessa via Toscana, ma anche in via Lombardia. E non solo, purtroppo. «A tutte le ore del giorno», sostengono i residenti. «Anche se nel quartiere ci fossero più posti – afferma sarcastica Elena Gioli, che incontreremo più tardi di fronte alla reception della palestra Gemini di via Oberdan Chiesa, durante la seconda tappa del nostro tour nel rione labronico – i livornesi parcheggeranno comunque lungo le strisce. Li conosco: non è una caratteristica di Coteto, bensì di tutta la città».
Siamo insieme a Luca all’esterno del bar Ughi. Percorriamo con lui via Toscana per renderci conto delle difficoltà che vive ogni giorno. Al primo attraversamento pedonale riesce a raggiungere subito le strisce, scendendo dal marciapiede; poi però stenta a risalirci. Qualche contraccolpo e, con un po’ di insistenza, è di nuovo su. «È alto – dice indicando in basso – ma per fortuna con la carrozzina a motore che ho io è tutto più facile. Se avevo quella normale sarebbe stata dura...».
A Luca, proprio due anni fa, la macchinetta elettrica l’avevano rubata. È successo nella notte di Ferragosto del 2014. Un furto in piena regola da parte di ladri senza cuore, che hanno messo in seria difficoltà il disabile di Coteto. In quell’occasione, però, il quartiere ha dimostrato tutto il suo altruismo. Proprio dal bar Ughi, infatti, è partita la raccolta fondi per ricomprare il mezzo vitale. Alla quale ha partecipato anche l’allenatore della Juventus, mister Massimiliano Allegri, storico frequentatore del locale di via Toscana, un tempo residente in Coteto. E oggi Luca – che tutti conoscono bene e salutano come se fosse un loro fratello – si muove con la nuova carrozzina elettrica dal color rosso fiammante. È la sua Ferrari. Al bar Coteto, sempre su via Toscana, può finalmente tornare a fare colazione. «È l’unico della zona dove posso entrare – dice Magni – perché è provvisto di pedane. Non ci sono scalini: per me è comodissimo». Luca ci fa vedere come fa e in effetti è totalmente autonomo. Va avanti e indietro. Gira a destra e sinistra e fa manovra fra i tavoli. Il titolare lo saluta allegramente. A volte qualcuno lo deve aiutare perché in mezzo c’è qualche sedia di troppo, ma è un dettaglio. Al bar Coteto è completamente indipendente. Ed è ciò che Luca chiede per spostarsi lungo le vie del quartiere, purtroppo ostaggio delle barriere architettoniche.
Stefano Taglione
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