Il Tirreno

Livorno

Emergenza Terrazza crollano anche i lampioni

di Francesca Suggi
Emergenza Terrazza crollano anche i lampioni

Il nostro viaggio tra balaustre dissestate, scritte e ruggine ovunque

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LIVORNO. La Terrazza del pianto. E del rimpianto. Lacrime per quell'ennesima nuova ferita, il crollo di uno dei lampioni liberty divorato, più degli altri, dalla ruggine. Rammarico e nostalgia per quello che è un gioiello cittadino, set da sogno prestato a spot pubblicitari e film, che cade, aimè, sempre più a pezzi, tra tratti di balaustra mancanti, scritte con la bomboletta, corrimano e cimase saltati, oppure sgretolati.

Nel mezzo c'è una città che sembra snobbare quelle 34.800 piastrelle bianche e nere, uniche nel suo genere, che si affacciano sul mare, una scacchiera gigante che da anni brama e reclama un intervento di restyling vero, che fatica ad arrivare.

Dopo il recupero in pompa magna del ’98, firmata dalla giunta Lamberti, più niente. E adesso si fanno salti mortali per trovare fondi, nelle more del bilancio. Il risultato è sotto gli occhi: una vera e propria emergenza Terrazza Mascagni, con la ruggine ormai diventata di casa che corrode i basamenti su cui si reggono i lampioni e cola giù sulle colonne.

Appena arrivati sul maxi-balcone baciato dal sole e strapazzato dal salmastro, subito si fanno notare quelle “pennellate” marroni-rossastre. Sono “tatuate” pure sul palo della luce piombato giù domenica pomeriggio, durante la festa degli aquiloni, rischiando di colpire qualcuno. L’altro ieri c’erano decine e decine di persone, grandi e piccini. Comunque ogni giorno la Terrazza è frequentatissima, è il salotto buono sul mare con i suoi 8700 metri quadri, la passeggiata di tutti, senza distinzioni di condizione sociale o di credo politico.

«Questi ferri che vengono fuori sotto le panchine sono anche pericolosi per l’incolumità di chi frequenta la Terrazza, oltre che brutti a vedersi - esclama Anna Galvani, residente a Crema ma in città per lavoro - In tanti mi avevano consigliato di venire a vedere questa bellezza e devo ammettere che lo è, ma salta agli occhi subito lo stato di degrado e abbandono in cui versa». La donna si alza, mostra le sporgenze, scuote la testa. Perché accanto un tratto di balaustra non c’è più. Ci sono, poi, elementi di cemento in fase di distacco “rattoppati” e nuovamente danneggiati. «Io abito qua davanti e la manutenzione deve essere massima quando si è esposti al mare e al vento - continua Miriam Antonini, in passeggiata con il nipote - Vedere questo declino della Terrazza è un pugno nello stomaco: è il nostro fiore all’occhiello e i soldi per recuperarlo vanno trovati».

Uno sguardo a destra, lato acquario, uno a sinistra lato mare: i danni non riguardano solo le parti esposte agli schiaffi del libeccio e delle mareggiate, ma anche quelle più interne. Crepe, quindi e cedimenti alle strutture che fanno il paio con una pavimentazione troppo bella per essere rovinata da macchie di gomma da masticare sparse un po’ ovunque.

«Vengo da Firenze e ogni volta che sono in città passo dalla Terrazza e sinceramente la vedo sempre peggio», continua Giorgia Gianolla. Mentre parla ecco che spuntano due novelli sposi di nazionalità cinese che arrivano proprio dalla città della cupola del Brunelleschi per uno shooting fotografico sulla scacchiera vista mare. Perché questo è la Terrazza Mascagni, un set fotografico per matrimoni. Una location presa in prestito da tante pellicole di successo come quelle scene girate nel 2004 dal regista Carlo Mazzacurati in “L’amore ritrovato”, oppure quella del 1987 dei fratelli Taviani che la scelsero per “Good morning Babilonia”.

Tanti pure gli spot pubblicitari di carattere nazionale, come la pubblicità dell’automobile Toyota dove il balcone sul mare fa da sfondo. La Terrazza Mascagni è bella per l’Italia e non solo.

«La bellezza di questa città si sviluppa sul mare e la Terrazza è il fiore all’occhiello per eccellenza - chiude la livornese Daniela Abenaim - Era da tempo che non venivo a farci una passeggiata e vederla così è un colpo al cuore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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