Il Tirreno

Livorno

Cade dallo scooter per un cinghiale, un’auto lo uccide

di Lara Loreti
Cade dallo scooter per un cinghiale, un’auto lo uccide

Livorno, incidente in via della Valle Benedetta: vittima un pensionato di 75 anni. Una vettura l’aveva schivato, l’altra lo ha travolto

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LIVORNO. Il suo destino, Iliano Turini, l’ha incontrato a Salviano, in via della Valle Benedetta. Mentre in sella al suo scooterone Joyride 200 viaggiava verso la rotatoria della Leccia, davanti alla fabbrica di polvere da sparo Cheddite ha incrociato un branco di cinghiali. Ha cercato di evitarli ed è caduto. Un’auto che viaggiava nella stessa direzione ha schivato il suo corpo. Il conducente è sceso per tentare di bloccare il traffico. Ma un attimo dopo, un’altra vettura, con a bordo una famiglia, è sopraggiunta e l’ha travolto. L’ha trascinato per venti metri. Iliano non ha avuto scampo: è morto sul colpo, a 75 anni, per il gravissimo trauma facciale. Pensionato, originario di Palaia e residente in corso Amedeo, lascia la moglie Giovanna, coetanea, un’anziana zia di 104 anni e due figli di 51 e 47 anni.

Via della Valle Benedetta torna a essere protagonista delle cronache, teatro di morte e polemiche. Buia, priva di dossi e rallentatori del traffico, attraversata da cinghiali: una strada pericolosa e abbandonata. Dei cui disagi ci si ricorda, purtroppo, solo in situazioni tragiche: nel novembre 2008 un barbone fu travolto e ucciso da un’auto, quasi nello stesso punto.

Sono le 20.15. Turini, che vive in centro, sta tornando dalla Valle Benedetta, dove abita uno dei suoi due figli. Viaggia sul suo Joyride 200 quando, a un tratto, incrocia sulla sua strada un primo cinghiale, seguito da un altro e da due cuccioli, come emerge dalla testimonianza della donna che era a bordo dell’auto dietro di lui. Non è chiaro se Turini con il mezzo abbia urtato l’animale o se semplicemente abbia frenato di scatto per evitare l’impatto. Fatto sta che lo scooterone invade la corsia opposta e finisce la sua corsa a bordo strada, contro un canneto. Il 75enne, invece, resta a terra, sulla corsia in direzione Salviano.

VIDEO I cinghiali in mezzo a noi

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In quel momento passa una Hyundai bianca, guidata da Marzio Scali, che viaggia con la moglie e i figli. Il conducente riesce a schivare il corpo e accosta sulla destra, nel piazzale di ingresso della fabbrica. Quindi scende dalla vettura: da lontano vede un’altra auto, una Megane scura, e cerca di fare cenno di fermarsi al conducente; quest’ultimo, però, non si accorge di nulla e investe in pieno il corpo di Turini. Per lui non c’è niente da fare: il 118 invia subito un’ambulanza della Svs col medico: i soccorritori di via S. Giovanni le provano tutte per salvarlo, ma i tentativi di rianimazione sono vani. Il corpo resta sull’asfalto umido, coperto da un telo. Accanto le scarpe da ginnastica nere.

Dei rilievi si occupa la polizia municipale, arrivata in pochi minuti con due mezzi. Gli agenti gestiscono anche la viabilità, impresa non facile: la strada è buia e passare è una corsa a ostacoli.

Sotto choc la famiglia che viaggiava sulla Megane, coniugi e due figli. «Non mi sono reso conto di nulla - dice sconvolto il conducente - Mi sono accorto di lui quando ormai lo avevo già travolto. Era buio e lui indossava vestiti neri. Ho intravisto solo una persona a bordo strada (il conducente della Hyundai, ndr), ma quell’uomo era a terra, impossibile vederlo. È stato terribile, è una tragedia immane».

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