Il Tirreno

Livorno

l'ordinanza

Garage pieno di refurtiva, arrestati due giovani

Parte della refurtiva recuperata
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Parte della refurtiva recuperata

Livorno. Operazione della squadra mobile: i due erano stati sorpresi mentre caricavano la merce su un furgone: in tutto oltre 40mila euro di merce rubata tra cui camicie dell'Esercito

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LIVORNO. Le volanti li avevano controllati in via delle Sorgenti e avevano scoperto un furgone Fiat Ducato e un garage pieni di merce rubata. Venerdì 23 settembre Sono stati arrestati due marocchini di 38 e 32 anni, già conosciuti alle forze dell'ordine per vari episodi precedenti: la squadra mobile li ha condotti agli arresti domiciliari su disposizione del gip del Tribunale di Livorno Antonio Del Forno, a seguito di richiesta della Procura.

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L’episodio risale al 7 agosto scorso quando i due extracomunitari erano stati sorpresi dagli agenti mentre caricavano su un furgone, due scooter Piaggio “Bravo”. Non convinti dalle poco convincenti spiegazioni dei due, i poliziotti avevano voluto vederci chiaro e avevano controllato anche il garage da cui i due avevano appena prelevato gli scooter. All’interno gli agenti avevano trovato un vero e proprio magazzino di materiale dall'origine sospetta, numerose attrezzature edili di notevole valore, varie biciclette da strada e mountain bike smontate, anche queste di notevole valore, tre televisori di marca, sette tra pc e notebook, molte tastiere per pc, stampanti e monitor, un navigatore satellitare, una fotocamera, nonché alcune centinaia di camicie dell’Esercito apparentemente nuove. In tutto circa 40mila euro di roba.

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Gli stranieri non erano stati in grado di fornire la documentazione fiscale relativa all’acquisto degli oggetti, cosa che aveva indotto la polizia a ipotizzare che fosse tutto rubato. Per questo i due sono stati indagati in stato di libertà per il reato di concorso in ricettazione. Le successive indagini, svolte dalla squadra mobile insieme all'ufficio prevenzione hanno permesso di accertare la provenienza illecita della maggior parte degli oggetti, che a quel punto sono stati restituiti ai proprietari. A conclusione dell’attività investigativa il gip del tribunale di Livorno ha emesso un'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

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