Il Tirreno

Livorno

Con i materassi sotto al Municipio

di Juna Goti
Con i materassi sotto al Municipio

Cinque famiglie verso lo sfratto: «Diteci voi cosa dobbiamo fare»

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LIVORNO. Questa volta hanno “occupato” direttamente la piazza. Non uno spazio qualsiasi, un palazzo pubblico vuoto o un edificio in disuso di proprietà di una banca. Ma piazza Civica. Ieri mattina alcune famiglie sotto sfratto o già sfrattate, sostenute dal comitato diritto alla casa e dal sindacato Asia Usb, si sono presentate sotto alle finestre del municipio con decine di materassi. «Entro la fine del mese - hanno spiegato - saranno sfrattate altre cinque famiglie. Non dobbiamo occupare? Ok, allora diteci voi cosa dobbiamo fare, altrimenti dormiamo qui».

Dopo qualche momento di tensione con le forze dell’ordine per la volontà di allestire anche le tende, i materassi sono stati stesi al centro e il presidio è andato avanti con l’intenzione di dormire nella piazza.

Tra le persone appena sfrattate colpisce la storia di Maria Rosaria Figliolino, fuori di casa per morosità incolpevole dall’8 settembre, che racconta di aver passato l’ultima notte in auto con i figli. «Abbiamo dormito davanti al palazzo dove abitavo, così almeno conoscevo già la zona. Per il momento dormiamo un po’ in macchina un po’ da alcuni amici». Tra quelli che stanno per essere sfrattati (la forza pubblica gli busserà di nuovo il 29 settembre) c’è invece Salvatore Di Fraia, che ha due figli e ha perso il lavoro. «Le prospettive? Andare in mezzo alla strada». Così come Serena Scannapieco, che sarà sfrattata domani: «Ho una bimba di 20 mesi, non posso più imbarcarmi sulle navi, come ho fatto per una vita. Sto facendo la badante, ma 600 euro al mese non bastano e mio marito non trova lavoro».

«La verità - si legge nel volantino distribuito in piazza - è che da diversi anni nulla è stato fatto sul fronte dell’emergenza abitativa. Per nascondere questo immobilismo si è deciso di sparare a zero sulle famiglie che hanno occupato alcuni appartamenti (pubblici e privati) e sui cosiddetti morosi delle case popolari». E ancora: «A Livorno ci sono 4200 alloggi vuoti e nessuno ha mai avuto il coraggio di aggredire in maniera strutturale questa enorme rendita immobiliare inutilizzata. Quanto tempo ci vuole per sfrattare 1200 morosi dagli alloggi popolari? È possibile farlo? Siamo sicuri che tra questi 1200 morosi non vi siano anche centinaia di famiglie in difficoltà?». «È sempre bene ricordare a tutti i vari soggetti che invocano quotidianamente la legalità - si legge ancora - che nelle occupazioni abitative vivono, ad oggi, circa 450 persone. Solo grazie a queste occupazioni è stato possibile evitare una tragedia sociale per la città. Pensate di sgomberarci? Bene, preparatevi a dare un tetto a tutte le famiglie che vivono all’interno di quegli alloggi di fortuna».

Giovanni Ceraolo (Asia Usb) tira dritto su questa linea: «L’illegalità e il degrado non piacciono a nessuno, ma non si può nemmeno pensare di mettere tutto sotto al tappeto. Sono frutto di povertà e disoccupazione. Noi non vogliamo più occupare, però va trovata una soluzione per queste famiglie: se poi non ci sarà, ognuno si prenderà le proprie responsabilità, non possono andare in mezzo a una strada».

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