Il Tirreno

Livorno

Fermati con 134 chili di cocaina nell’auto

di Lara Loreti
Fermati con 134 chili di cocaina nell’auto

Tre arresti in via Passaponti: la roba avrebbe fruttato 10 milioni

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un lunedì notte come tanti. Sono da poco passate le 2, le strade in città sono deserte. In via Passaponti transita una Hyundai, a bordo ci sono tre persone. Non passa inosservata. Soprattutto agli occhi dei carabinieri del comando livornese e dei finanzieri pisani in borghese che stanno setacciando la città a caccia di droga. Quell’auto è pane per i loro denti: all’interno, un po’ nel bagagliaio un po’ nel sedile posteriore, ci sono cinque borsoni traboccanti cocaina purissima. 120 panetti, per un totale di134 chili e un valore di 10 milioni di euro, come calcolato dagli inquirenti. Un grosso carico, molto probabilmente proveniente dal Sudamerica, ritirato dal porto e in viaggio per essere recapitato agli acquirenti-spacciatori ed esser piazzato molto probabilmente a Livorno e in altri posti della costa. L’operazione ha portato all’arresto di tre livornesi: Gabriele Bandinelli, 40 anni, Luis Aldo Damian Lemucchi, 26, di origini argentine ma residente in città da anni, e Massimo Bulletti, 64, ex cuoco, che lavorava in un locale in centro. Inutile il loro tentativo di fuga.

L’auto, intestata alla fidanzata del quarantenne, viene intercettata dai carabinieri del Nucleo investigativo guidati da Michele Morelli alla Bastia. Gli inquirenti in borghese si mettono all’inseguimento, i tre se ne accorgono e cercano di scappare. Si infilano quindi in via Passaponti, ma la fuga dura meno di un chilometro: un’altra auto dei militari, arrivata dall’altro lato in una manovra a tenaglia, costringe la Hyundai a fermarsi. A quel punto, come accertato dai carabinieri, i tre si chiudono dentro l’auto, in un goffo tentativo di sfuggire al blitz. Forse non si sono resi conto che quegli uomini in borghese appartengono alle forze dell’ordine. Se ne accorgono poco dopo, quando scattano le manette.

I tre vengono portati in caserma per gli accertamenti mentre per i militari comincia la perquisizione della vettura, che risulta carica di coca. La droga e la stessa auto vengono quindi sequestrate. I tre invece vengono accompagnati in carcere alle Sughere: nessuno di loro ha dichiarazioni da fare. I militari svolgono anche le perquisizioni domiciliari, tutte a Livorno, nelle zone di Borgo San Jacopo, via Turati e in centro, vicino via Ernesto Rossi, ma nelle case non viene trovato nulla.

E ora arriva la parte più difficile per chi indaga: capire da dove esattamente la roba venisse e dove era diretta. E poi, chi sono i tre e che ruolo hanno nel traffico di droga in città? Si muovono da soli o fanno parte di una rete più vasta? Secondo le prime ipotesi investigative svolte dai carabinieri del Reparto operativo, guidati dal colonnello Andrea Guidoni, e dalle fiamme gialle di Pisa, la cocaina, nascosta in alcuni container provenienti dal Sudamerica. A maggio scorso, un altro carico molto grande, 130 chili, sempre di cocaina purissima, erano stati sequestrati in porto da Finanza e Dogane: in quel caso la roba era nascosta tra la torba di cocco, e veniva dalla Repubblica Domenicana.

I carabinieri stanno indagando a 360 gradi e non escludono che il traffico scoperto l’altra notte possa avere un collegamento con la maxi inchiesta sui traffici di stupefacenti nel porto labronico, collegati all’omicidio di Tirrenia in cui lo scorso anno ha perso la vita il 48enne pratese Giuseppe Raucci, e che ha portato a 20 ordinanze di custodia cautelare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino