Il Tirreno

Livorno

I profughi bloccano il traffico

di Enrico Paradisi
I profughi bloccano il traffico

La contestazione scatta dopo che da un’ora erano rimasti senza l’acqua

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LIVCORNO. Un’ora di follia, non ordinaria, in pieno centro. Ieri pomeriggio la protesta dei richiedenti asilo che sono alloggiati nella struttura dell’ex Sant’Anna è andata oltre. Ieri non si sono limitati a manifestare, infatti, e in una quarantina, dopo aver piazzato barricate improvvisate sulla strada hanno provocato il blocco quasi istantaneo del traffico in via della Cinta Esterna sulla carreggiata nord, in direzione Tirrenia, con una colonna di auto e motorini che arrivava ben oltre i Quattro Mori, paralizzando in pratica la viabilità in mezza città. Qualcuno di loro ha anche colpito, uno scooterista che aveva tentato di forzare il blocco e che poi è andato a denunciare l’accaduto in questura,

Questa volta, la protesta dei profughi del centro di Sant’Anna, ribattezzato “Terraferma” (ospiti della struttura sono oltre un centinaio) è esplosa appena i tecnici dell’Asa hanno chiuso l’acqua al centro, per una questione legata ad un disguido sul pagamento di alcune utenze, da parte della cooperativa Inopera che fino ad ora ha gestito il centro di accoglienza, e alla quale già dalla prossima settimana dovrebbe subentrarne un’altra (da lunedì sarà sostituita da Impresa sociale opera trinitaria). Mancato pagamento, e i tecnici di Asa poco prima delle 16 hanno staccato l’acqua a tutto il complesso. Già nei giorni scorsi, giovedì per la precisione, gli stessi ragazzi, sempre una quarantina, erano scesi in piazza manifestando sotto la Prefettura, perché lamentavano il mancato pagamento da due mesi della diaria che gli spetterebbe, i 2.50 euro al giorno, previsti dalle norme sull’accoglienza.

Così, senza più acqua dai rubinetti, i giovani profughi, parecchio alterati sono scesi in strada vociando, a fianco della chiesa dei padri trinitari di San Ferdinando, hanno cominciato ad accatastare e accumulare rottami di biciclette, suppellettili varie, e altri ingombranti nel mezzo della carreggiata di via della Venezia, nel tratto compreso tra via degli Ammazzatoi e via della Cinta Esterna. Poi si sono seduti e piazzati dietro le barricate con l’intenzione di bloccare il traffico, per richiamare l’attenzione delle autorità in modo che fosse ristabilito il collegamento dell’acqua. Ma visto che probabilmente da via della Venezia a quell’ora non passavano molte auto, subito dopo hanno deciso di bloccare con analoga procedura il traffico sulla carreggiata all’incrocio con via della Cinta Esterna. Qui è scoppiato il caos: la colonna di auto si è piano piano allungata fino a raggiungere il porto, con la gente che in coda, prigioniera delle auto non capiva il motivo di quel rallentamento, e ha cominciato a spazientirsi. Gli animi si sono surriscaldati, tanto che quando uno scooterista ha tentato di forzare il blocco e ha ricevuto un pugno sul casco e poi spaventato per l’aggressione è andato spedito in questura a denunciare quanto era successo. Così ha fatto anche un altro scooterista che però è riuscito a passare indenne. Una mamma con i bambini in auto che piangevano, l’ambulanza e i mezzi di soccorso che non passavano. Nel frattempo sul posto si sono precipitate le forze dell’ordine, carabinieri e polizia in primis, che hanno subito cominciato a mediare con i ragazzi del centro per cercare di far defluire il traffico. Allo stesso tempo è dovuta intervenire anche la polizia municipale che con diverse pattuglie ha cominciato a deviare le auto che provenivano da via del Porticciolo invitando gli automobilisti a percorrere strade alternative. La protesta è andata avanti fino alle 16.40, quando alcuni dirigenti della questura sono riusciti a spiegare ai manifestanti che la Prefettura si stava interessando al problema e che l’acqua sarebbe tornata di lì a breve. Così è stato, e appena il tecnico ha riattaccato l’acqua, la protesta si è conclusa così come era cominciata anche dietro rassicurazioni sulla diaria. La strada è stata sgomberata e la polizia municipale ha dato poi incarico ad Aamps di ritirare l’ammasso di ferraglia che tolto dalla strada è stato lasciato in una piazzola sterrata a fianco delle mura del ponte di Santa Trinita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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