Il Tirreno

Livorno

Qui dove il crimine varca il centro

di Luigi Spinosi
Qui dove il crimine varca il centro

Lucca, il caso Porta San Pietro: risse e aggressioni a un passo dai monumenti

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LUCCA. Pochi minuti bastano per andare da un lato all'altro delle Mura, per ammirare i tesori artistici e architettonici racchiusi al loro interno. Pochi minuti, anzi, pochi secondi, che bastano anche per passare dal meglio al peggio del centro storico, dal monumento a Maria Luisa al luogo di ritrovo delle bande di ragazzini, dal palcoscenico del Summer Festival al teatro di tanti piccoli e qualche grande fatto di cronaca. La zona è quella di Porta San Pietro. No, non è certo il Bronx, ma per una città racchiusa dalla cinta muraria (che pare costituire una barriera non solo fisica), e per certi versi anche sonnacchiosa, può bastare un nulla a destare allarme. E, in ogni caso, non è poco quanto accaduto a porta San Pietro e dintorni: restando dentro il centro storico di Lucca è qui che si è concentrata la maggior parte dei fatti di cronaca degli ultimi mesi.

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Esattamente un anno fa, la sera del 31 agosto 2015, scattò l'emergenza per due persone, entrambe ferite da coltellate. Due episodi che, solo dopo diverse ore, si scoprirà completamente scollegati tra loro, uniti solo dalla vicinanza temporale e fisica: il gesto autolesionista di un giovane che sceglie di togliersi la vita (e lo fa ferendosi con due coltelli, fino al colpo fatale a due passi dal baluardo San Colombano), e la lite tra due magrebini, a Porta San Pietro, chiusa con l'accoltellamento di uno dei due (poi ricoverato in gravi condizioni all'ospedale). Poi l'aggressione, a febbraio sempre a Porta San Pietro, di un diciassettenne da parte di un coetaneo dopo una lite originata dalla simpatia per una stessa ragazza. Aggressione chiusa da una coltellata, che aveva ferito gravemente uno dei due giovani, rimasto a lungo a lottare tra la vita e la morte. Ecco, queste sono le prime storie che vengono in mente, ma se uno prova a cercare in archivio, ecco che si forma un elenco lunghissimo di piccoli e grandi fattacci che hanno avuto per protagonista quest'angolo di Lucca: dai più banali vandalismi alle rapine, dagli arresti per spaccio al furto di moto. In alcuni casi i delinquenti sono adulti (come nell'ultimo episodio in ordine di tempo, l'aggressione per portare via una birra ai danni dei titolari del kebab di corso Garibaldi), in molti altri sono giovani, giovanissimi, gruppi di adolescenti italiani come stranieri (soprattutto di seconda generazione), che si muovono nell'area compresa tra corso Garibaldi e, al di là delle Mura, viale Cavour (e il baricentro resta Porta San Pietro).

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Piccolo spaccio, danneggiamenti vari, liti e telefonini rapinati ai passanti (specie se coetanei): questi i reati più diffusi tra le baby gang che infestano la zona, soprattutto nel periodo invernale, quando la sera cala presto e, complice il buio, le strade laterali offrono vie di fuga e luoghi in cui nascondersi.

Certo, teppistelli si trovano anche in altre parti della città (come testimoniano i vandalismi di via del Fosso), mentre le varie “sortite” (i passaggi storici attraverso le Mura) sono state utilizzate più volte dagli spacciatori per le loro attività, ma la zona di Porta San Pietro va al di là della statistica. E non è un caso. La spiegazione sta soprattutto in un particolare: è la porta d’accesso alla città per chi si muove in treno, visto che la stazione si trova appena al di là del muro: «Si tratta soprattutto di ragazzi non del posto – spiega il commissario Silvia Cascino – provenienti dai diversi paesi della provincia».

Ragazzi che, appunto, usano il treno. Nelle ultime settimane la situazione pare un po’ più tranquilla, e le spiegazioni possono essere molte: le giornate più lunghe, il maggior numero di persone a giro, l’arrivo di nuove telecamere. Ma anche una “pressione” esercitata dalle forze dell’ordine: «Proprio perché residenti fuori dal Comune di Lucca – prosegue la dirigente della squadra mobile – sono stati fatti molti fogli di via. Anche nel caso più cruento, quello del ragazzo accoltellato, non solo l’autore (che viveva ad Altopascio, ndr) è stato arrestato, ma anche tutto il gruppo di minori di cui faceva parte è stato identificato. Nell’ultimo periodo si sono avuti diversi episodi smartphone sottratti da minori, ma sono sempre stati tutti identificati».

La mappa dell'inchiesta sui luoghi insicuri

 

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