L’ultima missione di Domenici ad Amatrice con il suo Arturo
A un mese dalla pensione, il vigile del fuoco livornese (31 anni di attività in città) è nei luoghi del sisma Insieme con lui l’inseparabile cane-pompiere, salvato nel 2008 da un canale dove rischiò di affogare
LIVORNO. Ad Amatrice non poteva mancare. A un mese dalla pensione, Bruno Domenici, 60 anni fra pochi giorni (il sette settembre), vigile del fuoco cinofilo, 31 anni di esperienza con la divisa trascorsi tutti a Livorno, è partito ieri all’alba per l'Italia centrale, e non da solo. L'ultima missione Bruno vuole svolgerla con colui che negli ultimi 4 anni è diventato il suo inseparabile alleato, amico e collega: Arturo, il suo cane-pompiere. Non un'unità cinofila qualunque, ma un animale davvero speciale.
Ve la ricordate la sua storia? Era il 13 giugno del 2008 e Arturo era un piccolo rottweiler di appena 22 giorni, un batuffolo nero di una decina di centimetri. Era finito in un tubo sotto terra, nel giardino della villetta del ex suo padrone, alla Valle Benedetta, e si temeva fosse affogato nell'acquedotto. Ma il rottweiler non si diede per vino. E con lui si alleò la squadra di vigili del fuoco intervenuta per il soccorso. Tra loro c’era Bruno Domenici: fu lui, con la benedizione dell’ormai ex padrone dell’animale, ad adottare il cucciolo. Dopo 4 anni, nel 2012, Arturo era già un cane soccorritore esperto. Agile e scattante, dal pelo nero liscio e lucente, aveva già conquistato i cuori di mezza Italia.
Pronto a intervenire ovunque, Arturo è stato sulla Concordia, ha scavato tra le macerie nel Pisano, ha partecipato ai soccorsi a L'Aquila e poi è stato protagonista di decine di esercitazioni. Ancora oggi, che ha alle spalle 8 anni di esperienze, ha sempre lo stesso sguardo dolce da cucciolo.
Ora Arturo e il suo conduttore Bruno sono in prima linea ad Amatrice, a scavare e annusare tra le macerie. E poco importa che il cane abbia già otto anni e il suo padrone sia prossimo alla pensione. Il cuore di entrambi è gonfio di voglia di fare, di salvare vite, di essere sempre presenti, ogni singola volta che ce n’è bisogno.
Bruno Domenici dal primo ottobre dirà addio alla divisa da pompiere e porterà con sé a riposo anche Arturo. Una carriera lunga e ricca di soddisfazioni la sua. «L'emozione è grande - dice il vigile del fuoco - Ed essere presente ad Amatrice mi riempie di dolore e mi gratifica al contempo: vuol dire sentirsi sempre giovani e utili. Io sono pronto ed è così che mi sento da sempre. Sono entrato nel Corpo nel 1985 e da allora non ho mai smesso di pensare che il mio ruolo sarebbe stato quello di aiutare il prossimo. Nel 1990 ero sull'emergenza degli incendi sulle colline livornesi, l'anno successivo al Moby Prince, poi sono stato a Perugia per il sisma, ho preso parte ai soccorsi per il terremoto del 2009 a L'Aquila e a tante altre grosse emergenze… Esperienze che mi hanno reso forte».
Dall’epoca in cui Domenici ha iniziato la carriera fino ad oggi tante cose sono cambiate nell’attività dei pompieri: «Negli ultimi anni la tecnologia è sorprendente, abbiamo a disposizione strumenti sofisticati che permettono di fare cose e misurare valori in modi una volta impensabili - continua il vigile del fuoco - Il lavoro però, nel profondo, è sempre lo stesso, ed è fatto di impegno, passione e voglia di fare». Un lavoro per gente generosa.
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