Il Tirreno

Livorno

Una lunga colonna di aiuti

Protezione civile e volontari ad Amatrice per allestire un campo da 512 posti

di Libero Dolce
Protezione civile e volontari ad Amatrice per allestire un campo da 512 posti

Solidarietà ed efficenza, brande, cucine, attrezzature di vario tipo, bagni e cisterne, c'è anche una piccola equipe sanitaria

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Brande per dormire, cucine per sfamare e braccia per scavare tra le macerie. La Toscana risponde al terremoto con l’unica cosa che serve dopo una disgrazia: la concretezza. La garanzia di 100 posti a dormire per la popolazione già ieri notte. E altri 200/250 saranno allestiti fino a questa mattina, giovedì 25 agosto.

La colonna mobile della Protezione civile è arrivata a Rieti nella tarda serata di mercoledì 24, accompagnata dall'assessore all'ambiente Federica Fratoni, ed è stata raggiunta alle 4 di notte dalle 130 persone e dai 50 mezzi  messi a disposizione dalla sanità toscana. I tecnici della Regione Toscana, in accordo con la Protezione civile nazionale, stanno compiendo ancora sopralluoghi nei pressi di Amatrice – dove si registra il maggior numero di persone sfollate - per individuare l'area migliore dove poter allestire il campo di accoglienza.

La Colonna mobile è composta da otto operatori della Protezione civile toscana, 230 volontari e 79 mezzi, compresi i volontari e i mezzi della componente sanitaria. Le tende messe a disposizione saranno in tutto 65: una da 100 posti e 64 da otto posti ciascuna, per un totale di 512 posti. Sarà allestito un modulo ristoro ed una cucina da campo, 5 bagni di cui uno per disabili oltre cisterne gasolio, un modulo officina, un modulo di documentazione e un modulo segreteria.

Ieri sull’A1 è stata una giornata di “traffico”, stavolta benedetto, dei mezzi della Protezione Civile che da mattina fino a sera hanno fatto strada per arrivare ai luoghi del disastro. L’intervento della giornata di ieri, mercoledì 24 agosto, si è articolato in due livelli. Uno coordinato da Roma che ha coinvolto volontari e tecnici fin dall’ora di pranzo. Volontari dalle varie province. E poi il grosso del blocco di aiuti, la colonna coordinata dalla sala strategica della Protezione civile di Firenze.

Prima regola: non essere un peso. Dalla Regione si sono mossi circa 250 volontari per dare una mano. «Il nostro campo sarà totalmente autosufficiente - dichiara Riccardo Gaddi, responsabile della Protezione civile regionale - e metteremo su una struttura capace di ospitare 512 persone. Circa la metà destinate alla popolazione. Ci sarà tutto: una cucina da campo, 5 bagni di cui uno per disabili, oltre a cisterne di gasolio, un modulo officina, un modulo di documentazione e un modulo segreteria».

Aiuti in tre momenti. L’intervento di ieri si è articolato in tre momenti. Tutti fermi fino quasi alle 16: si aspettava l’ok da Roma. Priorità alle regioni più vicine al sisma. Arrivato il via per primi sono partiti i ricognitori, l’avanguardia degli aiuti. Più leggeri con le attrezzature, sono i primi a prendere contatti con il coordinamento in loco. Per stabilire l’area destinata al campo toscano: primo sopralluogo ad Amatrice. Poi si valuterà se spostarsi ad Accumoli, a seconda delle necessità dei luoghi. Al seguito quattro torri faro, per lavorare di notte. Il loro compito era di individuare l'area, sistemarla, picchettarla e predisporla per l’arrivo dei mezzi pesanti con tende e quant’altro.

Poi il secondo modulo della spedizione toscana. Raduno all’area Chianti, dopo Firenze Sud. In attesa del via da Roma quasi tutto il pomeriggio. Con loro l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni: «Siamo partiti attorno alle 17,30, abbiamo portato con noi una tenda igloo che si tira su abbastanza facilmente. Nella notte sono arrivate 64 tende da otto posti ciascuna, per raggiungere il totale della nostra capacità di accoglienza nel campo». Una trentina di mezzi in viaggio verso il centro Italia.Il loro compito è di assestarsi nell’area individuata e provvedere a collocare il campo.

Il resto degli uomini e dei mezzi è arrivato di notte. Non ci si ferma, si monta alla luce dei fari. Mentre attorno si scava tra le macerie, ad alimentare con tenacia la sempre più flebile speranza di trovare qualcuno ancora vivo sotto le macerie. Al risveglio, per duecento sfollati, ci sarà un posto dove dormire e affrontare i primi terribili giorni.

Appello per il sangue. Il terremoto non porta solo macerie e polvere. Porta via tanto sangue, richiede uno sforzo ulteriore ai donatori perché la solidarietà è una forza invisibile, che passa anche attraverso la punta strettissima di una siringa per i prelievi. E ieri dalla Toscana i numeri dei donatori hanno dimostrato che l’appello dell’assessore alla sanità Stefania Saccardi non è rimasto inascoltato. A offrire il braccio al personale sanitario sono andati in 642 in tutte le Asl toscane. Quasi cento di più del giorno prima, quando erano andati 556 donatori.

Il dato più alto dall’area vasta nord ovest, con 245 donatori. A seguire l’area vasto centro con 220 e quella sud est con 177. La Asl Toscana centro ha fatto sapere che per oggi le agende degli appuntamenti per donare il sangue sono già tutte al completo.

Aiuti medici. «Abbiamo offerto di attivare la funzione sanità, per supplire alle necessità di materiali e mezzi come di personale per gli ospedali in zona, che avranno carichi durissimi - spiega Gaddi - ma per il momento riescono a ospedalizzare tutti». Alla colonna toscana si è aggregata infatti una componente sanitaria, composta da ambulanze e fuori strada di Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), Misericordie, un medico e due infermieri. A disposizione anche due tende: una del 118 di Pistoia e una della Misericordia di Empoli. Avrà la funzione di punto di primo soccorso all’interno del campo allestito dalla Protezione civile.

 

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