Italia
Bruciano 30 ettari di bosco, olivi e frutteti a Castellina
Il rogo lambisce quattro case, distrutto un capanno Tre elicotteri della Regione ed un aereo impegnati per ore
CASTELLINA MARITTIMA. Trenta ettari di bosco divorati dalle fiamme e 500 tra olivi e alberi da frutto carbonizzati. Un fronte dell’incendio che si è spostato per quasi tre chilometri sfiorando due abitazioni e incendiando un capanno. Una giornata di paura a Castellina quella che si è vissuta fin dalle 11.30 di martedì 23 agosto, quando un vasto incendio, di origine dolosa, si è propagato in località Le Grotte, poco dopo la zona di Spicciano a circa un chilometro dal capoluogo pisano.
Sul posto sono intervenuti tre elicotteri della flotta regionale e un canadair del dipartimento di protezione civile nazionale. Al lavoro dieci squadre antincendio tra volontari e operai forestali degli enti competenti che sono stati raggiunti da altre dieci squadre per completare le operazioni di spegnimento e bonifica, proseguita per tutta la notte. Una situazione particolarmente delicata perché, a causa del vento forte, le fiamme hanno minacciando a lungo un gruppo di case e solo l’intervento dei vigili del fuoco ha evitato che si registrassero danni peggiori a cose o persone.
L’origine dell’incendio sarebbe doloso e i vigili del fuoco hanno cercato tracce di un focolare o un innesco proprio vicino al punto da cui è partito il rogo, pochi metri dalla strada che collega Le Badie a Castellina Marittima. L’allarme è scattato intorno alle 11.30 quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi esattamente da pian del Luvidone, meno di un chilometro dal capoluogo di Castellina. Il forte vento di tramontana ha immediatamente alimentato il fronte dell’incendio che si è spostato rapidamente a valle, divorando in pochi minuti trenta ettari di bosco, olivi e alberi da frutto. Uno avanzamento verso valle di circa tre chilometri fino alla località Le Grotte che ha finito per minacciare case e terreni di almeno quattro diversi proprietari. Nessuno al momento del propagarsi delle fiamme era, però, nelle abitazioni. Subito sono intervenuti i mezzi dei vigili del fuoco di Saline di Volterra con il supporto di altre squadre delle protezione civile della provincia pisana e con uomini anche della pubblica assistenza di Rosignano. Il primo elicottero ad intervenire è stato quello della Regione Toscana intorno alle 12.30, il più vicino perché proveniente da Riparbella.
Altri due, attingendo acqua anche dalle piscine delle abitazioni vicine, sono arrivati a supporto da Firenze. Alle 13.30, poi, si è reso necessario anche l’intervento di un canadair. Il velivolo, proveniente da Roma, ha fatto per ore la spola tra Rosignano Solvay, in particolare in zona Lillatro – Circolo Canottieri, e la zona del rogo. Nel frattempo i carabinieri di Riparbella, con il supporto della polizia municipale di Santa Luce, hanno contattato i proprietari degli edifici e dei terreni messi in pericolo dalle fiamme. Alla fine 500 tra olivi e alberi da frutto sono andati distrutti, ma per quanto riguarda le abitazioni a fuoco solo un capanno utilizzato come rimessaggio di un trattore è stato completamente devastato.
Per il resto la struttura in muratura, di proprietà di Giuseppe Lenzi, ha subito solo lievi danni (la testimonianza dell’uomo qui a lato). La maxi operazione di spegnimento è andata avanti fino alle 17, quando le fiamme sono state domate nonostante la zona fosse difficilmente raggiungibile dai mezzi dei vigili del fuoco ma grazie proprio al lavoro di elicotteri e canadair dall’alto. Le squadre, però, hanno lavorato sul “campo” per tutta la notte nell’operazione di bonifica dei terreni perché il forte vento rischiava di far propagare ad altre zone del bosco di Castellina nuovi focolai. Come confermato dai carabinieri, i vigili del fuoco sono andati alla ricerca di un possibile innesco. L’incendio, infatti, è di natura dolosa, resta da capire se legato alla mano di un piromane o a qualche persona che, bruciando delle sterpaglie (cosa proibita in questo periodo) abbia fatto sviluppare il rogo. La circolazione stradale, anche durante il momento più critico dell’intervento, non è mai stata interrotta. Non ci sono stati feriti o intossicati.
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