Dalla Slc-Cgil l’altolà all’unificazione dei teatri
«La fondazione unica con Lucca e Pisa è un boomerang: tagli a occupazione e offerta culturale»
LIVORNO. L'hanno presentata come «un percorso sinergico tra fondazioni culturali ed enti per sostenere i teatri di tradizione di Pisa, Lucca e Livorno». E ha il timbro del consiglio regionale che ha approvato una mozione di marca Pd firmata, fra gli altri, da Mazzeo, Gazzetti e Anselmi. Ma non a tutti va giù l'idea di «superare la frammentazione territoriale» magari «attraverso incentivi e misure premianti da assegnare già a partire dalla prossima programmazione».
A mettersi di traverso è l'organizzazione Cgil di categoria, per bocca del segretario provinciale Slc Beppe Luongo, che non fa mistero della «preoccupazione» di fronte all'ipotesi che una «Fondazione Unica che raggruppi i teatri della Costa toscana» abbia «pesanti ripercussioni sia in termini occupazionali che di offerta culturale».
C'è il timore che il recupero di efficienza sia la definizione per addolcire quelli che in realtà rischiano di essere solo e semplicemente tagli. Non a caso, la mozione approvata a fine luglio ha suscitato le perplessità delle Rsu dei teatri di Livorno, Pisa e Lucca: le rappresentanze sindacali dei teatri delle tre città si sono raccordate per discutere insieme «gli scenari che potrebbero aprirsi con una gestione unica dei teatri». E Luongo rincara: «Noi e i lavoratori – avverte il sindacalista – siamo molto preoccupati dall'indirizzo della Regione di accorpare la gestione dei teatri, in quanto lo “snellimento” potrebbe costare la perdita di posti di lavoro sui territori: un ulteriore taglio che Livorno non può permettersi».
L'esponente Cgil mette l'accento anche sull'aspetto della produzione culturale: a suo giudizio, c'è il rischio di una omologazione dell'offerta. «I tre teatri in questione – tiene a sottolineare – sono molto diversi sia per storia che per radicamento e la differenza dei programmi che, di anno in anno, vengono presentati al pubblico è un'opportunità, sia dal punto di vista culturale che in termini di offerta turistica. Una occasione che rischia di venire meno con una gestione “centrale”, il cui unico obiettivo oggi riconoscibile sarebbe quello di tagliare i costi».
Per Luongo – che annuncia la mobilitazione di lavoratori e sindacati (magari in forma coordinata a livello regionale) – c'è anche un problema di mancanza di confronto con le organizzazioni dei lavoratori: «In ogni caso chiedere di discutere il merito e le ricadute di un progetto concreto – conclude – è il minimo sindacale che non può essere negato».
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