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D’Attilio da prefetto vola al Viminale

D’Attilio da prefetto vola al Viminale

LIVORNO. Nel movimento di alti funzionari del ministero dell'Interno deciso nell'ultimo consiglio dei ministri figura anche il nome di un livornese che, dalla trincea dei territori, è stato chiamato...

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LIVORNO. Nel movimento di alti funzionari del ministero dell'Interno deciso nell'ultimo consiglio dei ministri figura anche il nome di un livornese che, dalla trincea dei territori, è stato chiamato al Viminale: Paolo D'Attilio, classe 1957, è stato nominato prefetto e destinato a guidare come direttore centrale i servizi demografici presso il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali.

Una mossa sullo scacchiere del ministero che in qualche modo riguarda indirettamente Livorno perché l'ex responsabile di quel servizio (Cinzia Teresa Torraco) è stata inviata a dirigere la prefettura di Grosseto, mentre l'ex prefetta del capoluogo maremmano è stata mandata a Livorno a prendere il posto di Tiziana Costantino, che è stata promossa al vertice della prefettura di Bergamo.

Il nome di Paolo D'Attilio è molto conosciuto nella città dei Quattro Mori: da un lato, si tratta della sua città d'origine; dall'altro, quello di Livorno è il territorio in cui si è fatto le ossa salendo vari gradini all'interno della carriera prefettizia.

Agli inizi, poco meno di trent'anni fa, come vice capo di gabinetto, successivamente come capo di gabinetto, quindi dal 2004 come viceprefetto vicario coordinatore (e vedendosi affidata nel frattempo responsabilità di commissario prefettizio a Capoliveri nel 1989 e a Rio Elba nel 2009, o anche di dirigente reggente dell'Ufficio Distaccato dell'Elba.

In realtà, è in Liguria che la carriera di D'Attilio ha spiccato il volo, e non solo perché lì per tre anni dal 1985 ha mosso i primi passi come vice capo di gabinetto della prefettura di Savona. È in Liguria che è tornato dal 2010 come viceprefetto vicario a Genova.

Ma in terra ligure ha qualcosa di più dell'incarico come numero due della prefettura del capoluogo regionale all'ombra della Lanterna: a più riprese viene schierato come l'uomo al quale lo Stato affida le chiavi di città in cui le istituzioni hanno gravi problemi di infiltrazioni delle cosche.

Stiamo parlando di Bordighera, dove - caso rarissimo nel Nord Italia - nel 2011 D'Attilio venne spedito come commissario in quanto gli organismi del Comune vennero sciolti con decreto del presidente della Repubblica per la presenza della mafia.

Poco più tardi, D'Attilio ha fatto parte del pool che si è occupato del caso del Comune di Diano Marina, anche in questo caso per il sospetto di infiltrazione delle cosche (ma stavolta calabresi).

Infine, da un paio di mesi era stato nominato commissario a Lavagna, dove il Comune era stato travolto da un ciclone giudiziario con il sindaco arrestato con l'accusa di aver fatto favori a un boss della 'ndrangheta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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