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Livorno

Dietrofront: sbloccato il 90% della produttività

Dietrofront: sbloccato il 90% della produttività

I sindacati a Nogarin: un segnale dopo la protesta dei lavoratori, ma la pagella più scarsa è per la giunta

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LIVORNO. Ieri il sindaco ha riunito la sua giunta alle sette del mattino. E alla fine, come riferito dai sindacati, ha sbloccato il 90% della produttività per i dipendenti del Comune (rimandando il restante 10% a successive valutazioni a settembre). Insomma, dopo la forte protesta del personale scoppiata lunedì, l’amministrazione - che si era detta disponibile a pagare intanto il 60% - ha fatto dietrofront. Va detto che per il momento lo stato di agitazione resta, ma anche che una nuova assemblea del personale è stata indetta per domattina.

Tutto mentre i sindacati rispondono per le rime alle parole pubblicate due giorni fa dal sindaco su Facebook, che riferendosi alla produttività ha parlato di «voti troppi alti». «A stare ai suoi post su Fb e alle frasi riportate dai giornali - si legge nella nota unitaria di Cgil, Cisl, Uil, Fials/Csa, Sulpl, Usb e coordinatrice della Rsu - sembra proprio che il sindaco consideri troppo alte le valutazioni della produttività dei lavoratori e che per questo stia bloccando una quota minima residua». Ridotta al 10% dopo la giunta di ieri. «Finora l'unica cosa certa - precisano - è che né lui né la giunta hanno mai messo in discussione il 60% legato proprio alle valutazioni individuali». La produttività è infatti composta così: ogni dipendente percepirà una cifra variabile composta da un 60% di valutazione individuale, un 30% uguale tra i colleghi di uno stesso settore e un 10%, uguale per tutti i dipendenti come performance di ente. «Quindi ci piacerebbe che il nostro sindaco precisasse meglio il suo pensiero...». «Perché quelle parole virgolettate - si arrabbiano - ci sembrano più adatte ad alimentare a colpi di like un clima di ostilità nei confronti del lavoro pubblico che però come un boomerang rischia di travolgere chi nel pubblico ha responsabilità di controllo e indirizzo politico».

«Ma se non si tratta dei voti troppo alti dei dipendenti - riprende la nota - allora cosa c'è alla base di tutte queste difficoltà? Perché impuntarsi su una percentuale irrisoria come il 10%? Nel post su Fb si dice che la relazione alla base del sistema di valutazione del Comune è stata stesa senza che la giunta ne sapesse niente. Quando questo alla fine è successo (solo qualche giorno fa...), "sono saltate all'occhio alcune valutazioni dubbie: voti troppo alti e spiegazioni non dettagliate". Ora, appurato che non si tratta né del 60% individuale né del 30% di settore, appena sbloccato, è chiaro che il sindaco e la giunta si stanno impuntando solo sul 10% di produttività dell'ente, di cui è responsabile nel bene e nel male la direttrice, recentemente allontanata». «Che il nostro sindaco non sia stato soddisfatto della sua scelta rispetto all'individuazione del direttore generale - sottolineano - è chiaro a tutti, ma quanto da lui affermato getta delle ombre più lunghe: possibile che gli assessori non si siano mai preoccupati in un anno di andare a verificare quale era lo stato di applicazione degli obiettivi che hanno assegnato ai dirigenti e se le metodologie adottate per fare questa valutazione erano corrette? È possibile che un assessore al personale abbia perso di vista questo atto importante facendo trovare ad agosto 2016 la giunta di fronte a un documento (riferito alle attività del 2015) che a giudizio del sindaco è risultato così carente?».

Detto questo, «visto che tutti si sentono all'altezza di dare voti a noi comunali, ci prendiamo la libertà di dire che in questa vicenda i voti nella pagellina della giunta sono un po' scarsini. Non ci sono ragioni valide per far pagare ai lavoratori i ritardi e le inefficienze dimostrate dalla politica in questo ente». «Ma sappiamo anche riconoscere - concludono - che il pagamento del 90% è un segnale, anche se piccolo. E siamo quindi certi che il messaggio che è uscito forte e chiaro dall'assemblea dei lavoratori di lunedì sia stato capito». (j.g.)

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