Il presidio
Villa Corridi, mille tonnellate di amianto e terra da rimuovere. La scuola rischia un mese di stop
Livorno, trenta giorni di bonifica per rimuovere un milione di chili di materiale: in quel periodo niente lezioni. Se il Comune non trova una soluzione alternativa per i 900 bimbi, l’operazione slitterà all’estate 2017
LIVORNO. La quantità di amianto ritrovata sotto il terreno di villa Corridi è assai superiore a quella che si poteva ipotizzare due mesi fa. Si tratta di una cifra che non è misurabile con la bilancia, ma la Seal - la ditta specializzata che ha effettuato gli accertamenti e ha redatto la relazione tecnica per il Comune - ha calcolato che per i lavori di bonifica andranno rimosse mille tonnellate di materiale, tra terra e frammenti di amianto. Avete letto bene, un milione di chili.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13939958:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/08/09/news/amianto-30-anni-fa-era-usato-come-materiale-da-riporto-1.13939958]]
«La partita ha assunto dimensioni diverse rispetto alla partenza: abbiamo accertato una presenza non circoscritta o limitata ad alcuni frammenti, ma una situazione più complessa dal punto di vista della quantità», spiega il responsabile tecnico di Seal Roberto Cavallini.
Attenzione a facili allarmismi: questo non significa necessariamente che ci sia un rischio maggiore per gli alunni o per chi ha frequentato il parco negli ultimi trent’anni fino a quando un mese fa i cancelli sono stati chiusi.
Significa però che per i lavori non basteranno i dieci giorni non festivi delle vacanze di Natale, come aveva auspicato ottimisticamente, appena venerdì scorso, una nota stampa del Comune garantendo che l’anno scolastico non avrebbe risentito delle operazioni di bonifica, e tantomeno basteranno «i pochi giorni di stop alle lezioni» di cui aveva parlato l’assessore all’ambiente Vece in consiglio comunale.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13902003:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/08/01/news/quaranta-genitori-a-villa-corridi-vogliamo-risposte-sulla-scuola-1.13902003]]
No: ci vorrà almeno un mese. E in quel mese una cosa sembra certa: la scuola dovrà essere chiusa. Lo dice chiaramente Cavallini: «Per fortuna il tipo di cemento-amianto che c’è sotto il terreno è piano e rigido, compatto e non friabile. E’ difficile dunque che produca dispersione di fibre nell’aria. Ma si tratta comunque di una fonte di rischio e di potenziale rilascio, e vista la presenza di bambini bisogna andarci molto cauti».
MILLE TONNELLATE DI MATERIALE DA RIMUOVERE. La bonifica comporterà la «rimozione e lo smaltimento, specialmente in alcuni punti del parco, di quantitativi importanti di terre e frammenti», continua Cavallini, spiegando che non è possibile dividere i frammenti dalla terra: «Dove c'è la presenza diffusa di frammenti frammisti al terreno bisogna confezionare e smaltire tutto insieme. Si tratta di centinaia di tonnelate, probabilmente un migliaio, di terreno e amianto per il quale non è possibile fare una cernita. Il rischio altrimenti è quello di non rimuovere le fibre».
Come dicevamo, per fare questo lavoro servirà almeno un mese. «Ci sono due zone particolarmente compromesse. I bambini sono piccoli, giocano per terra. Nel momento in cui si fa l’intervento di rimozione la scuola deve essere chiusa - continua -. Poi ci sono Asl, Arpat, Igiene pubblica, Comune a dover valutare, ma su questo mi sembra che ci sia accordo di tutti i soggetti».
900 ALUNNI IN ESILIO PER UN MESE. Non è una notizia da poco: perché il Comune, in quel mese, dovrà trovare una soluzione alternativa per i 900 bambini di nido, infanzia, elementari e medie che frequentano villa Corridi. A meno che palazzo civico non decida di rinviare la bonifica alle prossime vacanze estive, eventualità presa in considerazione nell’ultimo tavolo tecnico, ma che creerebbe non pochi malumori tra i genitori oltre a tenere il parco off limits per un anno.
«Bisognerebbe iniziare subito - dice Cavallini -, anzi se si fosse già iniziato, probabilmente saremmo riusciti a concludere la bonifica facendo slittare le lezioni di una settimana».
IL PARCO NON RIAPRIRA’ FINO A DOPO LA BONIFICA. La parola d’ordine è nessun allarmismo, ma anche nessuna sottovalutazione. «Oggettivamente non c'è un rischio, ma non è neanche opportuno sottostimare la situazione».
E’ in quest’ottica che il parco, secondo Seal dovrà rimanere chiuso fino al termine dei lavori di bonifica: «Abbiamo stoccato il materiale, è impensabile che possano girarci intorno i bambini». Anche su questo i vari soggetti istituzionali sembrano d’accordo.
IL CASO DELL’ATTESTAZIONE SULLA DISPERSIONE NELL’ARIA. «Dalla relazione fatta dalla ditta Seal non si rilevano fibre aerodisperse», ha comunicato più volte l’amministrazione comunale. Ma su questa dichiarazione, c’è una sottolineatura che il responsabile tecnico della ditta di via dei Ramai - 24 anni di esperienza nell’amianto, oggi società del colosso fiorentino Cft - vuole fare. L’attestazione da parte di Seal di non dispersione nell’aria di fibre di amianto è relativa al momento delle operazioni di bonifica effettuate a luglio, non è un’attestazione di non dispersione naturale, quotidiana.
«E’ un aspetto importante - sottolinea Cavallini -. I nostri monitoraggi ambientali erano finalizzati ad accertare se i sistemi di prevenzione adottati durante la movimentazione di terreno e frammenti erano efficaci. Le tecniche usate nel corso del lavoro si sono rivelate efficaci garantendo la non dispersione. E questo noi abbiamo attestato. E’ verosimile che la situazione sia così anche al naturale, visto il tipo di amianto ritrovato, compatto e non sfibrato, ma non è l’attestazione che noi abbiamo fatto. Una cosa è avere documenti che attestano che non c'è dispersione di fibre in modo naturale, una cosa è attestare che non ci sono fibre perché abbiamo adottato precauzioni. Ecco noi abbiamo certificato la seconda situazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
