Gioco
Rio 2016, la telefonata di Gabriele Detti alla mamma dopo la vittoria
Il giovane nuotatore livornese, dopo la conquista del bronzo nei 400 stile libero, ha sentito i suoi genitori che, ad Ardenza, hanno tifato davanti al televisore
LIVORNO. Avevamo le nostre buone ragioni quando "suggerimmo" di non sottovalutare Gabriele Detti: fate attenzione al campione europeo, al ragazzino di Livorno. E' in forma, e soprattutto vuol ricucire una volta per tutte la ferita - ancora aperta - per l'assenza ai Mondiali di Kazan.
In cuor suo, Detti sapeva di star bene, ma poi tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, a partire dal passaggio nelle batterie ad arrivare a quel tritacarne di emozioni, pensieri, fatica che è la finale olimpica. Ma Detti conosceva la forza e le caratteristiche dei suoi avversari ed è proprio sul ragionamento tattico che ha costruito un'impresa epica, la prima medaglia olimpica nella storia del nuoto labronico.
Rio2016, Livorno a un passo dalle 100 medaglie
LA GARA
E’ notte fonda in Italia, quasi l’alba, quando arriva il trionfo. Sul podio il nuotatore livornese bacia il bronzo. Prima lo guarda, la strofina. Guarda a destra, sinistra, in alto, in basso. Cerca qualcuno con cui condividere un'autentica sbornia di emozioni. Ma sa che di là dalla tv c’è un mondo di amici e sconosciuti il cui cuore batte per lui. Ma ci sono soprattutto Paola e Corrado, i suoi genitori. Da ore sono incollati alla tv sognando che la speranza si trasformi in realtà.
E lui che fa? La sua gara. Gestita al passaggio dei 200, fino alla spettacolare chiusura da 26”46. Roba bella, roba ganza, roba internazionale (3'43”49, 54"67, 1'51"84, 2'48"82 i passaggi, nuovo primato personale a soli 9 centesimi dal limite nazionale di Massimiliano Rosolino). «Mi sono preso una bella rivincita - dice a caldo - ma adesso penso alle altre gare; il bronzo olimpico è qualcosa di magico. Ciao mamma e ciao babbo, la dedico voi, al "Moro" (Stefano Morini, il suo allenatore, ndr), a tutta la gente che si è svegliata per vedermi e a tutti coloro che hanno reso possibile tutto ciò».
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Ad Ardenza, papà Corrado e la mamma, Paola Morini, hanno sofferto seduti in poltrona: «Dopo le batterie, sono andato a diritto - confessa papà Detti - non ce l'ho fatta a dormire un po'; pensavo a cosa potesse provare Gabri, perché già in batteria non aveva scherzato. Alle 3 ci siamo collegati con Rai Sport e l'ho visto tutt'altro che tranquillo, gli tremavano le mani. Strano, per lui che è un tranquillone di natura. Forse stava realizzando di essere tra i migliori 8 del mondo e che, con una grande gara, avrebbe potuto materializzare un sogno. Non mi sono piaciuti i secondi e terzi 100, ma l'ultima vasca da 50 metri beh (sospira, ndr), l'avete vista tutti; dispiace solo di non essere stati a Rio con lui, avevamo prenotato ma poi siamo stati costretti a disdire per motivi di lavoro».
La mamma è sempre la mamma, e in questo caso è pure la sorella di Stefano Morini, l'allenatore e zio di Gabriele: «Stiamo festeggiando la prima medaglia olimpica del nuoto livornese; non posso descrivere l'emozione che ho provato, non vedevo l'ora di sentirlo al telefono e per fortuna la federazione ci ha messi in contatto quasi subito».
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«Mamma è andata bene, che dici? - sono state le sue prime parole al telefono -. Ma non mi posso sbilanciare, ho troppa gente davanti...», ha scherzato l'azzurro, spiritoso, un pò irriverente e sempre con la battuta pronta.
Davanti a Gabriele - 22 anni da compiere il 29 agosto - l'australiano Mack Horton, oro in 3'41"55, e il cinese Sun Yang, campione uscente e bicampione mondiale della distanza, argento in 3'41"68. E ad applaudirlo c'è anche il presidente del consiglio, Matteo Renzi: «Brava Rossella, bravo Gabriele: prime medaglie a Rio2016», twitta il premier. A fargli eco il presidente della Fin e della Len, nonchè segretario della Fina, Paolo Barelli: «E' un risultato meritatissimo per impegno e serietà; il ragazzo ha classe, carattere e margini di miglioramento».
Il tweet del presidente del consiglio Matteo Renzi
Brava Rossella, bravo Gabriele: prime medaglie a #Rio2016. Verso casa, adesso, in aereo con lo sfortunato ma grande Nibali #ForzaAzzurri
— Matteo Renzi (@matteorenzi) 7 agosto 2016
Fa clamorosamente fatica a trattenere le lacrime il "Moro", responsabile del centro federale di Ostia: «Questa è la prima medaglia olimpica di famiglia, quella Morini-Detti. Gabriele ha disputato una gara quasi perfetta, in crescendo. Ora dovrà riposare, mantenere la concentrazione e sfruttare l'entusiasmo. Ci sono la 4X200 e i 1500. Nella gara individuale dovrà andare subito forte. Mi aspetto possa scendere sotto i 14'50. Non sono preoccupato dalle distrazioni del villaggio o dagli echi, perché tanto lo chiuderò in camera e sarò io il guardiano», conclude sorridendo. Come dire: l’avventura è appena cominciata.
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