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Livorno

emergenza sfratti - la trasformazione

Da sei mesi la Cigna è occupata da decine di famiglie

Da sei mesi la Cigna è occupata da decine di famiglie

Il gigante di cemento e vetrate che si affaccia sullo svincolo della Variante, tra La Cigna e Porta a Terra, è stato occupato a febbraio

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LIVORNO. Il gigante di cemento e vetrate che si affaccia sullo svincolo della Variante, tra La Cigna e Porta a Terra, è stato occupato a febbraio. Prima sono entrate nel complesso rimasto vuoto una ventina di famiglie sfrattate. Poi il numero è salito fino a superare, a inizio luglio, i cinquanta nuclei familiari.

Una situazione a tratti paradossale, come paradossale è la storia del complesso che una volta ospitava l’Agenzia delle Entrate e che alcuni anni fa è rimasto vuoto. La storia è intricata e si trascina da anni. La Torre della Cigna e il blocco alla base (lato mare) sono finiti nelle mani della Bnl dopo che la società proprietaria, la San Teodoro (che con la Bnl era indebitata), è stata messa in liquidazione, tra il 2006 e il 2007. Il blocco lato terra risulta invece di proprietà di un fondo riconducibile al demanio. Dal 2008 il complesso è andato all'asta più volte, il valore è crollato da 20 a 3,5 milioni.

Oggi decine di famiglie l’hanno trasformato abusivamente nella loro casa: così sono venute su pareti di cartongesso, bagni, cucine (tra l’altro la proprietà non potrebbe staccare l’elettricità visto che all’ultimo piano, per la sicurezza aerea, devono restare accese le luci di segnalazione). Per il momento è rimasto sigillato il grattacielo vero e proprio, dove ci sono molti appartamenti e uffici mai utilizzati.

A inizio luglio il custode giudiziario nell’esecuzione immobiliare, Francesco Carpano, ha fatto riaccendere le pompe perché i piani seminterrati (costruiti vicino a una falda acquifera) sono tornati a riempirsi d’acqua.

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