Smonta e scarica rifiuti per strada: denunciato
Un livornese di 39 anni, sorpreso in via degli Arrotini, è finito ancora nei guai: dagli elettrodomestici recuperava metalli da vendere. Sequestrato il veicolo
LIVORNO. Tre caldaie, una lavatrice, alcune reti da letto, un asse con due ruote e altri rifiuti di ogni tipo. Un viaggio oggi, uno domani… E così ecco una mini-discarica a cielo aperto in via degli Arrotini, di fronte al centro di raccolta. Sì, a pochi passi dalla stazione ecologica. A scaricare i rifiuti un livornese di 39 anni, già denunciato nel 2009 per questa “attività” e seguito dalle forze dell’ordine anche nell’ultimo periodo. Fino a ieri mattina, quando è stato beccato dalla polizia municipale - durante un controllo nella zona per bloccare episodi del genere - mentre stava lasciando alcuni ingombranti sul marciapiede opposto al centro di raccolta del Picchianti. E per lui è scattata subito una denuncia per gestione abusiva dei rifiuti, oltre al sequestro momentaneo del mezzo sul quale viaggiava (un veicolo a tre ruote, l’Ape della Piaggio), sequestro da convalidare nelle prossime ore e deciso per evitare un altro episodio simile da parte dell’uomo in questi giorni. Per il momento non è arrivata una multa, sarà il giudice a stabilire l’ammenda nei confronti del 39enne finito nei guai.
L’uomo, al Picchianti, stava scaricando rifiuti di ogni genere. Non solo semplici scatoloni e mobili, ma anche e soprattutto elettrodomestici e varie apparecchiature. Rifiuti speciali presi in giro per la città e portati in quel punto per smontarli, prendere alcuni pezzi e rivenderli per guadagnarci qualcosa: metalli come ferro, rame e alluminio, metalli da caricare nuovamente sul suo mezzo. Insomma, non un semplice scarico dei rifiuti nato soltanto da uno scarso senso civico, ma un programma studiato e in atto da tantissimo tempo. L’uomo, quando è stato beccato dagli agenti della polizia municipale, aveva infatti alcuni attrezzi per smontare le apparecchiature e tenere poi i metalli.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.13872820:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13872820:1652257831/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ma da dove provenivano questi elettrodomestici? Le indagini, che sono attualmente in corso, faranno luce su questa vicenda, ma in questo quadro non sono escluse le aziende. Potrebbe esserci infatti un legame tra qualche ditta e il livornese, forse “incaricato” di prendere e smaltire alcuni rifiuti speciali. Per ora è soltanto un’ipotesi, un’ipotesi sulla quale però si sta lavorando. Anche perché le aziende possono lasciare gratuitamente rifiuti speciali fino a dieci volte nei centri di raccolta, poi scatta il pagamento. E questa sarebbe la soluzione, ovviamente da condannare, per non aprire il portafogli. Una lunga serie di viaggi interrotta verso le 11.40 di ieri da una pattuglia della polizia municipale, che ha fermato tutto e ha preso provvedimenti nei confronti dell’uomo, denunciato appunto per gestione abusiva dei rifiuti.
Inoltre l’uomo fermava e intercettava, fuori dalla stazione ecologica di via degli Arrotini, le persone che portavano i loro rifiuti ingombranti all’interno del centro di raccolta. E recuperava metalli anche da questi, allargando così la sua “attività”. Che per lui, disoccupato, era diventata una sorta di lavoro per mantenersi. «In un certo senso è l’effetto della crisi - ha detto Michela Pedini, responsabile della sicurezza e della mobilità della polizia municipale - traslochi a nero, piccole gestioni dei rifiuti... Insomma, il quadro è preoccupante e non è certo una novità».
Trasporto, smontaggio e abbandono dei rifiuti, insomma, una tripla operazione illegale che ha messo nei guai l’uomo per la seconda volta. Senza dimenticare il tema dell’inquinamento, conseguenza del lavoro per ricavare i metalli dalle apparecchiature da smaltire. E qui si apre un altro capitolo, quello del senso civico e del decoro urbano. Perché l’immagine della nostra città rischia di essere rovinata dal degrado, da cumuli di rifiuti lasciati in ogni angolo, da mini-discariche a cielo aperto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
