Italia
Malore mentre fa il bagno: muore a 78 anni
La vittima è Maria Teresa Mongia. Inutili i soccorsi al moletto di Quercianella: polemiche per l’accesso dell’ambulanza
LIVORNO. Un’altra domenica tremenda, un’altra tragedia in mezzo ai bagnanti, un’altra morte davanti a centinaia di persone. Una donna livornese di 78 anni, Maria Teresa Mongia, ha avuto un malore in mare - mentre stava facendo il bagno tra Quercianella e Chioma - ed è morta. Inutili i tentativi di rianimare l’anziana da parte prima dei bagnanti e poi dei soccorritori, che hanno constatare il decesso nel primo pomeriggio di ieri.
La donna, intorno alle 14.40, si è tuffata in mare nelle vicinanze di Chioma, dove alcune persone - qualche minuto dopo - l’hanno vista galleggiare bocconi. A quel punto i bagnanti non hanno perso tempo, si sono buttati in acqua e hanno portato l’anziana sugli scogli per il primo soccorso. Sul posto è intervenuta subito un’idroambulanza della Svs, che ha trovato la donna completamente incosciente. I volontari a bordo hanno capito subito la gravità della situazione e hanno tentato la rianimazione, poi hanno caricato l’anziana sul gommone e l’hanno portata via mare al moletto di Quercianella. Dove, ad attenderla, c’erano due ambulanze: una dell’assistenza di Rosignano senza medico a bordo, visto che le prime segnalazioni parlavano di una banale caduta sugli scogli a Chioma, e una della Misericordia di Antignano con la dottoressa. Al moletto, sotto gli occhi di centinaia di persone, i volontari hanno provato nuovamente a rianimare la donna. Ma alla fine, nonostante un tentativo di oltre 40 minuti, non c’è stato niente da fare. E il decesso è stato dichiarato intorno alle 15.30. Anche la polizia municipale e la Capitaneria di porto sono intervenuti al moletto di Quercianella, poi il corpo senza vita è stato portato via dalla Svs.
Inutile - per salvare Maria Teresa Mongia - anche l’utilizzo del defibrillatore, che ovviamente era a bordo dell’idroambulanza, ma su questo tema i residenti di Quercianella stanno alzando la voce da tanto tempo. «Viviamo in una località troppo distante dal primo ospedale - la denuncia di Alberto Bonsignori dalla pagina Facebook “La voce di Quercianella”, sempre attenta a tutto quello che succede nella zona - qui serve una diffusione capillare di defibrillatori, perchè possono salvare la vita a una persona. La brutta storia di oggi (ieri, ndr) è la conseguenza di una vicenda piena di errori e ignoranza: forse quella signora poteva essere salvata nelle operazioni di primo soccorso, ma i bagnanti non avevano un defibrillatore a disposizione. Non possiamo andare avanti così, altrimenti ci troveremo presto davanti a un altro caso del genere. Io credo che questa sia una necessità per la nostra zona».
Polemiche sul defibrillatore, ma polemiche soprattutto su un altro episodio avvenuto a Quercianella. I volontari, appena arrivati al moletto, hanno infatti trovato la sbarra abbassata e sono stati costretti a forzarla e piegarla per entrare. Perdendo secondi, forse minuti preziosi per salvare la donna. E adesso non è da escludere una denuncia nei confronti dei responsabili di quella sbarra, di quel punto del moletto. Tutto, comunque, dipenderà dalla valutazione di quel lasso di tempo sui soccorsi. La domanda che tutti si stanno facendo è chiarissima: se i volontari avessero trovato la sbarra del moletto alzata, la donna si sarebbe salvata? La risposta potrebbe aprire un caso dopo la tragedia, dopo il dramma in mezzo ai bagnanti.
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