Il Tirreno

Livorno

Cane accecato con l’insetticida

di Lara Loreti
Cane accecato con l’insetticida

Il cucciolo era in terrazza al piano terra quando qualcuno lo ha aggredito: la denuncia della padrona

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LIVORNO. Il piccolo Pepe quasi sicuramente resterà cieco. È una sentenza terribile quella emessa dal veterinario che lo ha visitato dopo un’aggressione gratuita e crudele. Mercoledì pomeriggio qualcuno si è avvicinato al meticcio, mentre era nella terrazza dell’appartamento della sua padrona, in via Città del Vaticano alla Scopaia, al piano terra, e gli ha spruzzato sul musetto, e in particolare sugli occhi, uno spray tipo insetticida. Pepe ha cominciato a perdere sangue fino a diventare una maschera. Grande il dolore, manifestato dal povero animale attraverso ululati e un abbaiare convulso, che ha attirato l’attenzione del figlio della proprietaria: è stato lui il primo ad accorgersi della situazione. Lo racconta al Tirreno Paola Casini, operatrice sociosanitaria dell’ospedale, padrona del meticcio di un anno.

«Io ero fuori casa per delle commissioni, poi sarei andata a fare il turno di notte al lavoro -racconta Paola Casini - Nel tardo pomeriggio ho ricevuto una chiamata da mio figlio, che ha 17 anni. Era spaventato, mi diceva che Pepe stava malissimo e di rincasare subito». Paola si precipita nella sua abitazione per capire cosa stia succedendo e si trova davanti una scena molto dura. «Non credevo ai miei occhi: Pepe era diventato un mostro. Perdeva sangue dagli occhi, che non si riconoscevano più. Io non sapevo dove mettere le mani, è stata una cosa terribile dover gestire la situazione. Ero sconvolta e disperata. E allora ho pensato di chiamare l’ambulanza veterinaria della Svs».

Da via San Giovanni parte la squadra di soccorso che in pochi minuti arriva alla Scopaia e dà subito le prime cure al cucciolo, per poi portarlo dal veterinario a Stagno. «Il dottore ha detto che quasi certamente la vista è persa - spiega la donna - Ora Pepe è in cura, sta prendendo cortisone e altri farmaci. E poi ha dovuto indossare un collare, di quelli grandi, rigidi, di plastica, per evitare che con le zampette si tocchi il volto».

Paola Casini è molto legata al suo cane e non si spiega chi e perché possa aver fatto una cosa del genere al suo cucciolo. «Quando l’ho preso aveva appena 40 giorni e aveva perso la mamma, morta dopo il parto. Lui si trovava in un canile di Catania, da dove l’ho preso in affidamento. È stato amore a prima vista tra noi».

Pepe viene descritto come un cane pacioso. «Abbaia solo se passa qualcuno - dice la padrona - è un animale buono e affettuoso. Non mi capacito di chi possa avergli fatto del male». Casini vuole andare fino in fondo alla storia: «Mi sono già rivolta a un legale, e lunedì (domani ndr) con l’avvocata andremo dai carabinieri a fare denuncia. Ci penseranno loro a fare le indagini e ad ascoltare eventuali testimoni. Credo che chi ha fatto una cosa così cattiva a un essere indifeso come Pepe, debba pagare secondo giustizia». Il sospetto è che qualcuno si sia avvicinato al cane approfittando dell’assenza dei proprietari: «Pepe si trovava al piano terra in terrazza, che è chiusa - dice la donna - ma comunque un varco possibile, tra le inferriate c’è. E immagino che chi ha agito ne abbia approfittato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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