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Livorno

Si è spento a Cuba l'ex partigiano Pier Luigi Falca - video

Pier Luigi Falca
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Pier Luigi Falca

Aveva compiuto 93 anni alla fine di gennaio, da un anno aveva deciso di trasferirsi nell'isola caraibica dalla quale proviene la moglie. Il lutto dell'Anpi

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LIVORNO. L'ex partigiano Pier Luigi Falca si è spento a Cuba, l'isola caraibica di origine della moglie. A darne notizia «con grande dolore» è l'Anpi, l'associazione che raggruppa i partigiani, segnalando che Falca amava molto Cuba e a più riprese vi aveva soggiornato «fino a decidere di passarvi l' ultimo periodo della sua vita».

Aveva compiuto 93 anni alla fine di gennaio, e dal quartier generale dell'Anpi lo ricordano «anche solo un anno fa, con il suo inseparabile berretto e la mazza a cui si appoggiava con fatica, a parlare con gli studenti nelle scuole cittadine, rievocando i giorni durissimi dei bombardamenti di Livorno e le giornate eroiche della Resistenza».

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E’ stato attivo nel Cln clandestino di Riparbella, dov’era sfollato. Dandosi alla macchina, si è unito all’Ottavo Distaccamento della Terza Brigata Garibaldi. Falca è stato nel 1944/45 tra i fondatori della sezione Pci di Riparbella e ha conservato con amore la medaglia d' argento donatagli dalla Federazione Pci di Pisa e la targa ricordo consegnatagli dal Comune di Riparbella, cimeli che ha poi consegnato all' Istoreco. È stato impegnato nel Pci e nell’Arci. A lungo ha lavorato scuole – raccontano dall’Anpi - per avvicinare i giovani in modo nuovo, come attesta la sua partecipazione qualche anno fa ad uno spettacolo della compagnia di Lamberto Giannini.

Falca – che nel ’91 era stato nominato cavaliere al merito della Repubblica - era stato testimone diretto di due episodi drammatici. Il primo è il pesantissimo bombardamento del 28 maggio ’43 (che racconterà poi in un libro). L’altro è l’eccidio delle Marie a Riparbella, un casale isolato dove viveva una famiglia di contadini e una di sfollati. «Dopo aver sterminato gli animali, uccisero tutti gli altri , 10 persone, con le bombe a mano dopo averli rinchiusi in una stanza. Se ne stavano già andando – raccontano dall’ Anpi – quando il pianto di una bambina li fece tornare indietro per finire anche quella. Pier Luigi, che fu il primo a raccogliere le parole dell' unico superstite». Finché la salute gliel’ha consentito è stato testimone della «ferocia dei nazifascisti e a richiamare i giovani alla partecipazione alle battaglie politiche e sociali e all' impegno».

"Un giovane quasi novantenne": così lo descriveva il prof. Emanuele Rossi nella presentazione del libro "Storie di Bubi" in cui Falca, il cui soprannome era proprio "Bubi", ha raccontato un po' della sua vita. "Uno squarcio significativo sulla vita politica, sociale, culturale ed anche amministrativa di un'epoca che è passata, ma che emerge con freschezza da queste pagine scritte con uno spirito libero e senza pretese, quasi ingenuo ma ricco di passione e di impegno civile". Non dimentichiamo il capitolo dedicato alla fondazione del Pci a Riparbella all'indomani della Liberazione arrangiandosi a cercare la sede "in uno stanzino che un tempo funzionava come biglietteria di un teatro". Per Rossi dietro quell'episodio raccontato "in modo semplice ma vero" c'è "tutto il senso di appartenenza, la volontà di iniziare una stagione di libertà, l'impegno civile che vedeva nel partito lo strumento per affermare quei valori che vent'anni di fascismo e la guerra mondiale avevano represso".

Ma Falca nei suoi libri amarcord non guarda solo all'epopea resistenziale. Il suo sguardo tagliente si esercita anche sull'attualità. A cominciare, per dirne una, dal ricordo in anni lontani relativo a un concorso del Comune di Livorno (Falca raccontava di aver visto due classifiche: "dalla prima risultava che il suo punteggio era stato di 41 punti, nella seconda di 23")...

Un anno fa, la decisione di ritirarsi a Cuba. «Con la speranza - dice il messaggio dell'Anpi - che tu abbia trovato lì la pace che meritavi, ti salutiamo un’ ultima volta. Ciao, Pier Luigi».

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