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Nogarin tratta per prendere la maxi Torre
Verifiche e dialogo con la proprietà: «Ci serve per l’emergenza abitativa e per le associazioni»
LIVORNO. «Stiamo lavorando in tutte le direzioni per arrivare all’ottenimento del bene». Il bene di cui parla Filippo Nogarin è la Torre della Cigna. Il gigante dai piedi bagnati che si affaccia sullo svincolo della Variante, tra il Picchianti e Porta a Terra. Lo stesso gigante di cemento e vetrate che per anni è rimasto vuoto e che a febbraio è stato occupato. Come ha raccontato ieri Il Tirreno, oggi sono almeno cinquanta le famiglie che vivono al suo interno: settimana dopo settimana sono venuti su pareti di cartongesso, bagni, cucine. Tutto il blocco che ospitava l’Agenzia delle Entrate è stato trasformato in un rifugio per chi è rimasto senza casa, per lo più famiglie sfrattate per morosità incolpevole. Mentre è rimasto vuoto il grattacielo dove, dal sesto piano in su, ci sono più di cinquanta appartamenti praticamente mai abitati.
La Torre e il blocco alla base (lato mare) sono finiti nelle mani della Bnl dopo che la società proprietaria, la San Teodoro, è stata messa in liquidazione, tra il 2006 e il 2007. Il blocco lato terra risulta invece di proprietà di un fondo riconducibile al demanio. Dal 2008 il complesso è andato all’asta più e più volte, e il valore è crollato da 20 a 3,5 milioni. E ora? La certezza è che il Comune ha messo gli occhi sul complesso per tamponare l’emergenza casa. Lo conferma il sindaco: «Stiamo facendo un percorso. Per adesso posso solo dire che stiamo lavorando nell’ottica di comprendere come il complesso può essere utilizzato per l’emergenza abitativa e per l’associazionismo. La struttura è compatibile con molte attività, ma abbiamo bisogno di avere risposte, fare perizie, valutare i risultati di istruttorie che abbiamo in corso».
Si sa che un sopralluogo era in programma proprio ieri mattina: a quanto risulta nell’area sarebbero dovuti arrivare alcuni tecnici della Cassa depositi e prestiti. Ma alla fine è stato tutto rimandato di qualche giorno, anche perché l’ultimo piano interrato risulta allagato e due giorni fa il custode giudiziario ha fatto riattivare le pompe.
Ma il complesso è sicuro? «È in ottime condizioni strutturali», risponde il sindaco: «Non ci sono problemi dal punto di vista strutturale. Ci sono problemi di infiltrazioni nel seminterrato, ma niente che possa ledere la performance statica del palazzo. Saranno necessari invece interventi sulle facciate. Si tratta di capire che tipo di lavoro è possibile fare, stiamo appunto portando avanti uno studio».
Ma il Comune vuole comprare la struttura? È in condizione di farlo? «Stiamo interloquendo con la Bnl - risponde ancora il sindaco -. Stiamo prendendo in considerazione tutte le prospettive che possano permetterci di arrivare all’ottenimento del bene. Che sia un’allocazione, un comodato, un’acquisizione. Vediamo, è aperta una fase istruttoria, stiamo dialogando in modo intenso...». È possibile che il Comune - che non ha chissà quanti milioni da tirare fuori con facilità - stia cercando di fare da capofila in un’operazione che coinvolga vari soggetti, comprese le sue società (ad esempio Casalp, ma non Spil «visto come ce l’hanno lasciata, l’hanno spolpata e ci hanno lasciato le lische...»), prevedendo un doppio uso: per l’emergenza casa e per le associazioni. In un’operazione di questo tipo, ad acquisire la Torre potrebbe anche essere un soggetto come la Cassa depositi prestiti, dietro garanzie precise rispetto alla gestione. Ma il condizionale in questa fase è d’obbligo.
A qualcosa di simile aveva pensato la Svs, che lo scorso anno aveva presentato al Comune un progetto per utilizzare il complesso, in parte per le proprie attività e in parte come housing sociale. A quanto risulta il progetto avrebbe dovuto coinvolgere vari soggetti: dalla Bnl alla Cassa depositi e prestiti, dalla Regione alla Caritas. Ma non risulta che sia stato candidato a finanziamenti regionali, ad esempio per l’abitare sociale. E oggi il sindaco risponde così: «Quella era un’ipotesi progettuale portata avanti dalla Svs, questo è un progetto che governa direttamente il Comune».
La Torre tornerà all’asta tra ottobre e novembre. Si ripartirà dalla stessa base: 3,5 milioni.
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