Il presidio
«Soldi per truccare la gara», dirigente Aamps a processo
Livorno, Andrea Sorrentino è imputato per tentata induzione indebita a dare utilità Il processo immediato chiesto dal difensore: «Dimostrare subito l’innocenza»
LIVORNO. Subito a giudizio senza passare dall’udienza preliminare. C’è una piccola sorpresa dietro all’ultimo sviluppo processuale che riguarda Andrea Sorrentino, 44 anni, ex responsabile per Aamps dell’area servizi operativi nell’ambito della gestione dei rifiuti e ora imputato per aver chiesto 20 mila euro - sostiene l’accusa - per aggiustare una gara d’appalto. Soprattutto perché a chiedere il processo immediato è stato l’avvocato difensore del dirigente dell’azienda dei rifiuti.
«È una scelta - spiega Gabriele Rondanina - che ci permette di accelerare i tempi facendo chiarezza e dimostrando l’estraneità del mio assistito alle accuse che gli vengono mosse». Per spiegarle è necessario tornare al gennaio 2013 quando Sorrentino avrebbe offerto il suo aiuto, in cambio di denaro a un dirigente di Cooplat, la coopertiva di servizi che per anni ha svolto il servizio di spazzamento in città.
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Ad accendere le luci su Sorrentino, poco dopo aver dato la disponibilità a truccare l'appalto in cambio di denaro, un esposto arrivato in via Falcone e Borsellino. «Il dirigente di Coopalat - spiega chi ha indagato - ha poi confermato l'accusa». A distanza di tre anni dalla denuncia, siamo nel marzo scorso, il pubblico ministero Antonio Di Bugno ha chiesto il rinvio a giudizio per il dipendente della municipalizzata.
L'accusa nei suoi confronti è la tentata induzione indebita a dare utilità, una forma soft di tentata concussione, che non si è poi concretizzata per il rifiuto dell'interlocutore. Secondo le indagini, eseguite dal nucleo di polizia tributaria della finanza, l'uomo avrebbe prospettato al dirigente la possibilità di inserire, in occasione del nuovo bando di gara per l'appalto, clausole più vantaggiose a fronte dell'elargizione di 20mila euro.
La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata al giudice il 25 febbraio scorso. L'indagine della finanza - è uno dei retroscena - era finalizzata a riscontrare possibili irregolarità connesse ad alcuni bandi di gara promossi dalla società partecipata per lo spazzamento dei rifiuti. Secondo gli accertamenti investigativi, eseguiti a partire dai primi mesi del 2015, attraverso l'esame documentale degli atti e dei tabulati telefonici e con l'incrocio di una serie di informazioni acquisite, sarebbero emerse così le condotte irregolari. Accuse che adesso arrivano davanti alla collegio che aprirà il dibattimento a settembre, dopo il rientro dal feriato.
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