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Operaio schiacciato tra due carrelli
Infortunio sul lavoro in porto al Varco Zara, livornese di 56 anni ferito con traumi e fratture: indaga la Medicina dell’Asl
LIVORNO. Operaio schiacciato tra due carrelli elevatori in porto, al varco Zara, finisce in pronto soccorso con fratture e traumi. È successo ieri pomeriggio al capannone Tozzi, storica casa di spedizioni e ditta di autotrasporti. In ospedale è stato portato un operaio livornese di 56 anni, Maurzio Toti. Il lavoratore non è in pericolo di vita, ma le sue condizioni sono serie a causa delle varie lesioni riportate nell’infortunio. Come ricostruito dallo stesso titolare della ditta, Toti è finito in mezzo a due carrelli: uno andava in avanti, l’altro in retromarcia, e il 56enne, che era lì in piedi, è capitato nel mezzo. Ma secondo gli accertamenti dell’Asl, pare che l’operaio in realtà fosse a bordo di uno dei due fork lift (per aver chiesto un passaggio), ma con le gambe penzoloni.
Erano le 14.45 quando dal porto - lato via Salvatore Orlando, ingresso vicino alla “Banda del panino” - è partita una chiamata per il 118: una persona chiedeva aiuto per soccorrere un operaio travolto da un fork lift. Immediatamente dalla centrale del 118 la richiesta è stata girata alla Misericordia di via Verdi, che ha inviato subito un’ambulanza con il medico a bordo. Sul posto è accorsa anche una squadra della Medicina del lavoro dell’Asl.
Il 56enne, al momento del soccorso, era accanto al carrello. Quindi lì per lì non è stato possibile accertare la dinamica dell’incidente che però è emersa nel corso degli accertamenti successivi. La chiarisce Pietro Tozzi, contitolare dell’azienda. «I due carrelli stavano movimentando delle bobine di carta - racconta l’imprenditore - I due mezzi erano vicini, ma a un tratto, forse per una distrazione, uno è andato in avanti e l’altro invece ha ingranato la retromarcia. Toti, che era lì a piedi, s’è trovato in mezzo ai due macchinari e non è riuscito a spostarsi in tempo». Una dinamica molto particolare su cui sono ancora in corso accertamenti. «Il diavolo ci ha messo la coda- commenta Tozzi - non succede mai che due carrelli si scontrino così. E ancora più strano è che nessuno dei tre lavoratori si renda conto della situazione: bastava che anche solo uno si accorgesse del pericolo per evitare l’investimento, invece purtroppo così non è stato». I tre operai lavorano nella ditta da anni: «Toti è un operaio bravissimo e super esperto, che presta servizio da noi da 20 anni. E lo stesso vale per gli altri due. Sono stati sfortunati e mi dispiace molto. Certo, ora bisognerà verificare cosa sia successo esattamente e se i macchinari procedessero sulle righe, come previsto quando c’è una movimentazione».
Le condizioni di Toti sono apparse subito serie, ma per fortuna non tali da far temere per la sua vita. Il lavoratore aveva fratture a femore e tibia destra, una brutta ferita al piede sinistro e una sospetta lesione al bacino. Era cosciente, ma molto dolorante. I volontari, coordinati dal medico del 118, hanno visitato l’operaio e l’hanno immobilizzato: i suoi parametri vitali per fortuna erano regolari, ma l’uomo era molto provato per via delle ferite. Poi, dopo le prime cure date sul posto, è stato trasportato in pronto soccorso per fare ulteriori accertamenti, soprattutto per verificare se l’urto gli avesse procurato delle lesioni interne. Una volta fatti gli accertamenti di rito, Toti è stato portato in sala operatoria. «L’intervento è andato bene, spero che si riprenda prima possibile», aggiunge Tozzi.
Da appurare i motivi esatti che hanno portato all’infortunio e la dinamica precisa dell’incidente: su questo stanno lavorando gli esperti della Medicina del lavoro dell’Asl.
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