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Fossi e Fortezze da riscoprire

Fossi e Fortezze da riscoprire

L’Authority torna a puntare sulla candidatura Unesco e finanzia (a metà) un progetto

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LIVORNO. «Stiamo lavorando da un po’ di tempo a uno studio per la valorizzazione del sistema di Fossi e Fortezze. L’obiettivo è classificare il sistema come bene Unesco». Diego Vanni, ingegnere dell’Autorità portuale lo ha spiegato ieri in commissione quattro, parlando dell’elaborazione di un pre-dossier per avanzare questa candidatura. L’altro aspetto che preme all’Authority riguarda la tutela di questi beni: «Abbiamo già investito risorse - dice ancora Vanni - e ne investiremo nell’ambito del “progetto pilota”». Si tratta di un progetto firmato dall’ingegner Andrea Cecconi che prevede di liberare da barche e auto la porzione del Fosso della Venezia (compresa tra il ponte di Marmo e il ponte dei Domenicani tra gli scali del Ponte di Marmo e quelli di Montepio) con il conseguente restyling di tutta l’area, il recupero dei vecchi selciati e la sistemazione di arredi, spallette e cantine, sognando una fruizione dei fossi sul modello di Amsterdam e Utrecht. Sul progetto è stata coinvolta anche la Fondazione proprietaria di cantine sugli scali Montepio.

Il progetto (costo complessivo circa 6 milioni di euro di cui la metà sarebbero finaziati dall’Autority) ci mostra come potrebbero diventare i canali della Venezia che attualmente non sono valorizzati come dovrebbero. «Obiettivo è conoscere questi progetti capire i tempi e fare squadra tra istituzioni», ha spiegato Aurigi. La Regione, per l’assessore, è necessario dia il suo contributo nell’ottica di considerare Livorno come porta a mare della Toscana. In previsione dell’Autorità portuale c’è anche il ripristino della torre del Marzocco per attrarre i crocieristi che rimangono in città. «La Venezia è in condizioni disperate - dice Cecconi - i Fossi sono tenuti secondo il principio “se vuoi fare come ti pare vieni a Livorno”. E’ chiaro che così com’è non possiamo pretendere che i turisti la visitino, e nemmeno che l’Unesco ci prenda in considerazione». In questa prima fase il Comune, che a bilancio non ha 3 milioni a disposizione per il progetto, ha cercato di coinvolgere la Regione sugli aspetti di finanziamento anche nell’ultima riunione: «Abbiamo cercato la condivisione con la Regione e credo che siamo riusciti nell’intento - ha confermato Aurigi - La regione ha accolto queste richieste dicendo che le avrebbe valutate nella gestione del bilancio regionale». Se non dovesse andare in porto, «ne prenderemo atto e metteremo in campo un piano B - conlude Aurigi - ma non credo che la regione abbia interesse a non prendere in considerazione questo intervento. Aspettiamo le risposte».

(e.p)

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