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Non bastano bonus, è necessaria un’idea di sviluppo
LIVORNO. «Servirà questo sacrificio con questo caldo? Sì, perché qualcosa si sta muovendo - ha detto ieri dal palco Gugliemo Loy, segretario nazionale Uil - il Governo comincia a sentire la pressione...
LIVORNO. «Servirà questo sacrificio con questo caldo? Sì, perché qualcosa si sta muovendo - ha detto ieri dal palco Gugliemo Loy, segretario nazionale Uil - il Governo comincia a sentire la pressione della gente su temi che sono stati sottovalutati». Senza industria non c’è ripresa, e diventa necessario aiutare le persone più deboli, E a Livorno per Loy si deve investire in settori dove c’è ricchezza. «Si comincia a percepire che troppe persone stanno vivendo male - ha aggiunto - nonostante qualcuno ha disegnato un paese che stesse ripartendo. Lasciare gli slogan: se non c’è idea di sviluppo e di paese il lavoro non arriva e le differenze sociali sono sempre più larghe». Anche Gigi Petteni, Cisl, ritiene importante questa manifestazione unitaria di Livorno: «Proprio un tema che in queste ore abbiamo posto al Governo con forza: siamo in un’area di crisi industriale complessa e qui bisogna anticipare alcune scadenze, magari introducendo modifiche alla legislazione in corso Ieri lo abbiamo detto al ministro». Il Governo convocherà a breve le Regioni delle aree complesse di crisi, «perché c’è bisogno di dare risposte di lavoro, e di reddito, dove il lavoro non è ancora in grado di soddisfare le esigenze delle persone». Manifestazione che si inserisce a pieno titolo dunque in un percorso che Cgil, Cisl e Uil stanno facendo a livello nazionale: mettere il lavoro al centro e tutte le politiche che ne devono seguire. Questa è la priorità, e l’iniziativa di ieri può rilanciare questa azione.
Franco Martini della segreteria nazionale Cgil rincara la dose: «Non è sufficiente elargire bonus occorre avere un tracciato di rotta: dove va l’economia? E la politica industriale? I livornesi vogliono capire se c’è la volontà di valorizzare le risorse e le vocazioni naturali del territorio. Occorrono investimenti infrastrutturali, collegare le direttrici del mare e l’Europa». Serve insomma un progetto complessivo che tenga assieme sia gli interventi di sostegno, ma soprattutto gli obiettivi di sviluppo: «Noi qui rivendichiamo una politica industriale, infrastrutturale e di valorizzazione del territorio», chiude Martini.
(e.p.)
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