Il Tirreno

Livorno

«Subito il museo di città»

di Enrico Paradisi

Belais vuole accelerare anche su Casa della Cultura e accoglienza

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LIVORNO. Siamo entrati nella fase “due”, come ha detto il sindaco Nogarin presentando ieri il rimpasto di giunta. E nella fase due gli assessorati Cultura e Turismo stanno insieme nelle mani di un unico assessore: Francesco Belais. E’ lui il nuovo volto della giunta rivista e corretta. Cinquantenne, livornese da due generazioni, disc jockey, giornalista free lance e collaboratore di Repubblica (e fino al 2000 anche del Tirreno), dopo una decina di anni passati a Milano è rientrato a Livorno da due. Laureato in storia del teatro e dello spettacolo a Pisa si batte da anni, e organizza eventi, per i diritti civili delle minoranze e in particolare per le comunità Lgbt.

«Vorrei subito smentire gossip che dicono che sia qui grazie a cabine di regia di Roma o Milano del M5S». Ha esordito il neo-assessore, raccontando di aver mandato il curriculum, due anni fa dopo la vittoria di Nogarin. Malgrado non sia stato selezionato, ha cominciato comunque a dare il suo contributo in forma volontaria per molte iniziative del Comune: dalla settimana del Razzismo a e Effetto Venezia, lavorando soprattutto dietro le quinte. Cognome ebraico, non francese (si pronuncia come si scrive), bisnonno ebreo e bisnonna cristiana, operai entrambi della tipografia Belforte, Belais rivendica con orgoglio la sua livornesità con il pedigree: «Nel mio sangue, e nelle mie origini - ha detto - visto che si parla tanto di cacciucco, c’è proprio quel cacciucco di culture e tradizioni che ben rappresentano la nostra città».

La bussola che seguirà per portare avanti le sue deleghe è il programma di governo Cinquestelle, che «su turismo e cultura è straordinario», dice. E le prime risposte che cercherà di dare alla città, saranno rivolte ad accelerare sul Museo della città e sulla Casa della Cultura. «Dobbiamo creare attrattive per trattenere i turisti - ha aggiunto - lavorerò al massimo per migliorare l’accoglienza: cultura e turismo sono strettamente legate, valorizzando la nostra città e la nostra costa che hanno tesori nascosti che spesso dimentichiamo». Se per il Museo della città per Belais si dovrà puntare molto sulla tradizione pittorica livornese sul turismo ha lanciato subito l’dea di una cartellonistica esplicativa che indichi cosa si può vedere a Livorno in due ore o in tre, con una lista di punti e percorsi gastronomico-culturali.

Poi l’ascolto e il dialogo: l’assessore si augura di poter mettere a ritmo e armonizzare tutte le varie anime che ci sono in città, valorizzarle al meglio nei limiti della borsa che è il vero problema. Valorizzare il nostro patrimonio pittorico, valorizzare la figura di Modigliani e Mascagni, con eventi e festival dedicati. Su Effetto Venezia di quest’anno ha dato un piccolo contributo, ma garantisce che lavorerà molto su quello dell’anno prossimo. Poi la questione dei diritti, che considera un passaporto e surplus: «Dove ci sono più diritti c’è più felicità e tutto funziona meglio». Grande feeling con Stella Sorgente con la quale ha realizzato moltissimi eventi anche con il Tavolo Rainbow. «Già quest’anno volevamo fare il Gay Pride a Livorno - ha spiegato - poi è stata scelta Firenze. Magari il prossimo anno, abbiamo il Cacciucco Pride e si farà anche il Gay Pride». Per ragioni familiari in questi ultimi due anni Belais di fatto è rimasto a Livorno e per questo ha potuto collaborare a più riprese con l’amministrazione. Infine, sul rapporto con il direttore del Goldoni dice: «Leone non lo conoscevo, ma mi piace molto e sono sicuro che insieme faremo cose grandi».

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