Meteo
A QUESTO PUNTO È STATO GIOCATO ANCHE IL JOLLY
di MAURO ZUCCHELLI La scossa di Filippo Nogarin per evitare che la giunta M5s resti nel pantano è una doppia doppia mossa: escono Serafino Fasulo e, ma solo a metà, Nicola Perullo (che resta come...
di MAURO ZUCCHELLI
La scossa di Filippo Nogarin per evitare che la giunta M5s resti nel pantano è una doppia doppia mossa: escono Serafino Fasulo e, ma solo a metà, Nicola Perullo (che resta come consigliere speciale); entrano Francesco Belais e Andrea Morini, anche quest'ultimo a metà, visto che era già nel team del governo pentastellato come fidatissimo braccio destro di Nogarin in qualità di portavoce.
Ma il sindaco si è tenuto nella manica una ulteriore mossa, che riguarda proprio la “casella” di portavoce: in pole position Tommaso Tafi, videomaker e giornalista, metà fiorentino e metà milanese, talento brillante della comunicazione. Potrebbe essere proprio questo l'ingranaggio che ha messo in moto tutto. Con un duplice scopo: 1) trovare un abile comunicatore ma anche un canale che mantenga i contatti anche con lo staff nazionale costruito attorno alla "cabina di regia" dei nuovi amministratori locali grillini dopo le vittorie di Raggi e Appendino; 2) mettere fuori dalla porta Fasulo e Perullo che avevano mostrato autonomia rispetto all'ortodossia M5s (in forma brusca con Fasulo, un po' più soft invece Perullo che rimane primattore di eventi tipo "Cacciucco Pride" però senza i conflitti d'interesse che può avere un assessore, secondo quanto rivelato dal Tirreno).
Tuttavia, al di là del riassetto della squadra – come potrebbe fare Conte spostando Florenzi o avanzando Pellè – c'è un segno politico che salta agli occhi in questa svolta. Anziché usare il rimpasto per aprirsi a una qualche forma di appoggio da parte di forze esterne, il sindaco Nogarin ha preferito fare l'opposto: aumentare il tasso di “grillismo” della giunta. Belais è dato come vicino alla vicesindaca Sorgente per l'attenzione ai diritti gay, Morini è un punto di riferimento per il Movimento Cinque Stelle (tanto da esser schierato su un fronte ad alto tasso di relazione con il vastissimo arcipelago delle realtà associative, sportive e non). Senza contare quel che abbiamo detto del maggior raccordo con l'entourage della "cabina di regia" nazionale.
Resta però un fatto: i numeri sono numeri, e la maggioranza M5s è appesa al filo di un solo voto. Il sindaco Nogarin aveva mesi fa annunciato l'intenzione di aprire la sua maggioranza ad altri contributi esterni. Il fatto che in questa manovra sulla giunta sia andata in direzione opposta lascia immaginare che colga nel segno chi racconta di un “niet” all’allargamento da parte dello stato maggiore M5s, forse dello stesso Grillo.
A questo punto, dal punto di vista dei numeri la maggioranza M5s continuerebbe a ballare sul filo. Nogarin si deve augurare che con la nuova formazione il “cambio di passo” ci sia davvero, altrimenti il rischio di logoramento è dietro l'angolo. A maggior ragione dopo aver giocato il jolly del rimpasto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google