Il Tirreno

Livorno

Perullo ammette: «Ho inviato il curriculum a Benetti»

di Giulio Corsi
Perullo ammette: «Ho inviato il curriculum a Benetti»

L’assessore confessa anche di aver presentato al cantiere un progetto sul vino. «Ma per quando avessi lasciato la giunta»

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LIVORNO. «Ho inviato un curriculum all'azienda e una bozza di corso sul vino come lo tengo di solito». Nel giorno in cui Il Tirreno ha pubblicato le prove della collaborazione di Nicola Perullo con Azimut Benetti, arriva la risposta ufficiale dell’assessore che finisce per essere un’ammissione: nei suoi contatti istituzionali con Benetti, Perullo ha parlato più di una volta di una collaborazione personale e professionale col cantiere, facendo anche proposte di lavoro.

L’ammissione arriva a inizio pomeriggio, dopo che su Facebook le critiche all’operato di Perullo si susseguivano da 5 giorni con asprezza. E’ affidata a una una nota stampa inviata da Tommaso Tafi, il videomaker personale del sindaco Nogarin, esperto in comunicazione che il M5s ha voluto affiancare al primo cittadino in questa delicata fase della sua amministrazione. E’ un segnale da non sottovalutare: lascia capire che il movimento ha deciso di prendere in mano la patata bollente della consulenza, finora gestita in prima persona da Perullo con uscite e battute sui social network e un’intervista alla Nazione in cui negava i fatti e parlava di un attacco politico.

«HO INVIATO IL CURRICULUM E UN PIANO. MA PER DOPO...». Anche nella nota di ieri Perullo continua a negare: «Non esiste alcun conflitto di interessi perché non esiste alcuna collaborazione tra il sottoscritto e la compagnia (Azimut, ndr). E dunque non esiste nessun caso», dice. E infatti Il Tirreno ha sempre scritto e titolato “la consulenza saltata”, fatto che rappresenta chiaramente un caso di potenziale conflitto di interessi, essendo Benetti controparte del Comune in due importanti capitoli dello sviluppo cittadino: bacini e porto turistico. Lo confermano adesso le parole di Perullo, che ammette ciò che finora aveva sempre rigettato: e cioè di aver inviato all’azienda il suo curriculum e anche una bozza di corso sul vino. Cose che Il Tirreno aveva scritto correttamente venerdì scorso e che l’assessore aveva bollato come falsità.

Aggiunge poi Perullo di aver precisato, nel momento in cui ha presentato il curriculum a Benetti, «che sarei stato disponibile a riprendere il discorso su tutto ciò solo nel momento in cui avessi terminato il mio lavoro a fianco del sindaco Nogarin». Insomma: aveva “solo” anticipato i tempi, come se fosse consuetudine per i professionisti inviare curriculum e proposte di lavoro ad aziende, ma con una postilla: «Sarò libero tra 3 anni».

«E’ STATA AZIMUT A CERCARMI». E’ soprattutto un altro, tuttavia, il punto su cui l’assessore insiste: non è stato lui a proporsi, ma Benetti a cercarlo. «Mi fu chiesto se, date le mie competenze, avessi avuto interesse a collaborare con loro per offrire un servizio esclusivo ai suoi armatori, ma anche ai suoi equipaggi. Avrei dovuto pensare ad alcuni percorsi enogastronomici per accompagnarli, qualora lo avessero richiesto, in un giro attraverso le cantine e le produzioni alimentari toscane, raccontando la cultura del gusto, e allo stesso tempo tenere dei corsi di degustazione di vino per gli equipaggi».

Perullo trova anche il modo di ribadire il suo curriculum: «Visto che non farò l'assessore a vita e che da 20 anni mi occupo di progetti e di formazione legati all'enogastronomia in Italia e all’estero - ho cominciato a tenere corsi sul vino nel 1998: un po' prima di fare l'assessore - ho ascoltato con interesse la proposta di Benetti. Che però è rimasta sul vago: non abbiamo mai parlato di tempi, né tantomeno di compensi». Un pourparler insomma, talmente vago che Benetti ha inserito Perullo nel suo libro dedicato ai magnati che arrivano a Livorno per acquistare navi di lusso e che dal cantiere ricevono le massime attenzioni.

NEL LIBRO A SUA INSAPUTA. Anche sul libro Perullo non dà una risposta chiara, ma in qualche modo attribuisce la colpa a Benetti e cerca di sminuire il peso della cosa: «Se l'azienda ha ritenuto di fare prove di stampa di una bozza di un book con la mia foto e il mio curriculum, questo non aggiunge nulla alla discussione. Bozze e prove di stampa, del tutto interne (e mi domando perché sono diventate esterne, come se fossero reali) se ne possono fare all'infinito: non rappresentano nulla di concreto e non valgono nulla». Insomma, un problema di Benetti, e un suo errore: talmente clamoroso che l’azienda ha mandato il libro in tipografia con due pagine dedicate al prof e poi ha dovuto interrompere la stampa e sostituirle in extremis. Non è chiaro, nella mail di Perullo, come ciò sia accaduto.

Ma l’assessore evita di dire anche che, oltre al curriculum, dettagliatissimo, c’è nelle pagine un’elegante presentazione di quel percorso enogastronomico “tra pescatori, vignaioli, allevatori e grandi cuochi”, che avrebbe dovuto progettare proprio lui, e non spiega chi l’ha pensato e scritto così bene al suo posto...

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