Il Tirreno

Livorno

Va via da casa, torna e la trova occupata

di Lara Loreti
Va via da casa, torna e la trova occupata

L'assegnataria di un alloggio popolare: «Una coppia di estranei è nel mio appartamento da una settimana»

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LIVORNO. Va qualche giorno a Cascina a prendersi cura del padre malato e quando torna trova la casa occupata da una coppia, lei livornese lui di origine straniera, che ha sfondato l’uscio e si è piazzata nel suo appartamento. Una storia incredibile quella successa a una livornese di 43 anni, madre di tre figli, tutti minorenni, che da un giorno all’altro s’è ritrovata per strada, senza che nessuno - per il momento - riesca a risolverle questa situazione.È lei stessa a raccontare al Tirreno la brutta avventura che le è capitata, chiedendo riserbo sulla sua identità per tutelare i suoi figli: e soprattutto lanciando un appello, nella speranza di poter risolvere il caso che ormai va avanti già sei giorni.

La premessa è che la donna da 9 anni è assegnataria di un alloggio popolare nella zona della stazione, dove vive con i suoi figli, da separata. Nell’ultimo anno, suo padre, che risiede a Cascina, si è gravemente ammalato e lei spesso è costretta a fare avanti e indietro per assisterlo. La buona notizia è che, proprio a Cascina, a marzo la donna ha trovato lavoro in un ufficio, e per questo spesso si ferma a dormire dal babbo, in modo da stargli vicino, evitando troppi viaggi.

L’incubo della casa perduta inizia “per caso” sabato sera, quando, in un momento di svago, la 43enne è a passeggio sul mare con tutta la sua famiglia: è lì che incontra un suo vicino. «Mi trovo sul mare a mangiare un gelato quando incrocio un inquilino del mio palazzo: “Che ci fai qui, non sai nulla?”. Mi spiega che il mio alloggio mercoledì 15 è stato occupato da estranei. Mi dice che gli inquilini hanno sentito trambusto: poi si sono resi conto che c’era stata un’occupazione. Quella notte, ovviamente, sarei tornata a casa a dormire, con i bambini. Non riesco a capacitarmi di quel che ho appena ascoltato».

La notte stessa, accertato il tutto, la donna si reca dai carabinieri per fare denuncia. I militari le chiedono di presentarsi l’indomani, perché è già molto tardi. E così la 43enne il giorno dopo va di nuovo alla stazione dei carabinieri e formalizza la denuncia. «I carabinieri, dopo la mia dichiarazione scritta, fanno un sopralluogo in casa e identificano i due occupanti, una coppia. Scoprono poi che un paio di giorni prima la polizia municipale ha già fatto un blitz in casa, accertando l’effettiva occupazione da parte delle stesse persone. A quel punto, penso che nel giro di poco potrò risolvere la situazione e rincasare, ma non è così facile come dovrebbe essere».

Per la 43enne comincia un pellegrinaggio tra uffici che sembra infinito: «Dopo essere stata da carabinieri e vigili, mi hanno mandato prima dall’emergenza abitativa, poi all’ufficio Casa del Comune, poi a Casalp. In tutti questi sportelli ho portato copia della denuncia perché altrimenti, essendo io assegnataria dell’alloggio, sarei stata anche responsabile di eventuali danni fatti dagli occupanti abusivi. Una cosa assurda. Mi hanno detto persino che avrei dovuto ripresentare domanda all’ emergenza abitativa: io? Da 9 anni ho casa mia: dovrei rifare tutta la trafila delle assegnazioni perché degli abusivi si sono piazzati nel mio alloggio? Non esiste un diritto per me?».

I primi giorni fuori di casa sono i più duri. «La notte del sabato ero disperata, non sapevo dove andare e così mi sono ingegnata e ho trovato un amico che mi ha prestato il suo camper per una notte. Non ho parole per descrivere il disagio per i miei figli. Poi mi sono trasferita da mio padre a Cascina. Ma in casa ho tutti i miei effetti personali, per non parlare delle cose dei bimbi. La donna racconta che un addetto in Comune le ha detto che può andare a casa sua a bussare e prendere le cose: «Non ho parole: io – sbotta – dovrei chiedere permesso a degli estranei per andare a casa mia?». Ora l’unica speranza – dice la donna – è che le forze dell’ordine si muovano e possano trovare un sistema per sbloccare la situazione.

«Tutta questa storia mi ha sconvolto. E se la scuola fosse stata ancora aperta – afferma – io come avrei fatto per i miei figli, che frequentano tre istituti a Livorno? E poi mi domando, ma come è possibile che due estranei possano occupare una casa senza che nessuno intervenga per mandarli via? Io credevo che tutto si sarebbe risolto in un paio di giorni. Invece qui il tempo passa e io sono sempre più preoccupata». Da chiarire anche come abbiano fatto gli occupanti a sapere che la casa era libera in quel frangente. La donna infatti si è assentata solo per qualche giorno, e non per un lungo periodo. Saranno le indagini dei carabinieri a fare chiarezza.

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