Meteo
Restano le due linee dell’inceneritore
Nel piano industriale non è previsto lo spegnimento dell’impianto Scintille in assemblea: Carpano chiede la parola, il sindaco esce
LIVORNO. Un piano che ricalca in buona parte quello presentato quasi un anno fa dal cda Iacomelli e che si ispira a quello delle aziende del nord Italia dove il porta a porta spinto coesiste con la presenza di un inceneritore.
Le ultime indiscrezioni sul progetto industriale di Aamps, tenuto top secret dai vertici aziendali e dal Comune, e consegnato lunedì in tribunale confermano quanto già avevamo scritto: non ci sarà una rivoluzione dei rifiuti.
Se l’estensione del porta a porta a tutta la città, come è ormai noto, rappresenterà il fiore all’occhiello dell’amministrazione, a quanto risulta cambierà poco sul fronte dell’inceneritore (altra questione cara al M5s).
Secondo le informazioni raccolte dal Tirreno, le due linee esistenti non saranno toccate e resteranno attive. Anzi: l’estensione del porta a porta comporterà una netta diminuzione dell’organico nell’immondizia comune. E questo permetterà all’inceneritore di bruciare meglio (e potenzialmente di più) sulla stregua di quanto accade a Milano dove l’impianto Silla 2 di A2a non ha diminuito l’attività nonostante negli ultimi tre anni la raccolta differenziata sia salita dal 43% al 53%.
Intanto non si placa la tensione tra il sindaco e il collegio sindacale.
La scorsa settimana è andato in scena l’ennesimo episodio: un’assemblea dei soci iniziata alle 9.20 e dichiarata conclusa appena 10 minuti dopo, alle 9.30.
L’assemblea era stata disposta dal presidente del collegio Carpano con all’ordine del giorno la revoca dei tre membri del cda Castelnuovo, Petrone e Tolone e la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione.
Nogarin, presente in qualità di socio unico di Aamps, ha aperto la riunione dichiarando «nulla l’assemblea, in quanto irritualmente convocata in violazione di norme di legge». Dopo un intervento di due minuti il sindaco invitava il presidente di Aamps Castelnuovo a procedere alla chiusura dell’assemblea «non ritenendo di procede alla trattazione degli argomenti all’ordine del giorno».
A quel punto chiedeva la parola Carpano, ma Nogarin si alzava lasciando la sala e di fatto chiudendo la riunione.
Lunedì mattina al tribunale di Firenze è invece andato in scena il prossimo round con l’udienza di comparizione del cda denunciato dallo stesso Carpano per gravi irregolarità. L'udienza è stata aggiornata a ottobre, visto che appena venerdì - due mesi dopo la denuncia di Carpano - il cda ha presentato le sue memorie difensive che adesso dovranno essere valutate dal presidente del collegio sindacale e dai giudici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
