Il giudice condanna Aamps per condotta antisindacale
Il cda aveva vietato ai lavoratori di riunirsi in assemblea, ma il tribunale gli ha dato torto La Cgil: «Volevano aggredire i diritti sindacali». L’azienda: «Non condividiamo la decisione»
LIVORNO. Il tribunale del lavoro ha condannato Aamps per comportamento antisindacale, dando ragione ai lavoratori e alla Cgil e autorizzando lo svolgimento dell'assemblea (due ore a fine turno) che era stata indetta dal sindacato per la giornata di ieri e che invece l'azienda aveva vietato definendola illegittima.
La sentenza - firmata dal giudice Francesca Sbrana - "dichiara la antisindacalità della condotta posta in essere da Aamps" con il provvedimento in cui proibiva lo svolgimento dell’assemblea definendola non autorizzata, e ordina l'immediata cessazione dello stesso provvedimento, obbligando l'azienda al pagamento di oltre 2000 euro di spese processuali.
Esulta la Cgil insieme ai lavoratori. «E' un passaggio importante perché il cda e il socio, almeno a leggere le parole del sindaco sul Tirreno, avevano condiviso la medesima volontà di impedire l’assemblea - sottolinea Giovanni Golino, segretario Cgil -. Le motivazione addotte dall'azienda erano generiche e non supportate né dal contratto né dalla legge, e a nostro avviso totalmente pretestuose. Valutiamo questa posizione di Aamps e del Comune come la volontà di aggredire la rappresentanza sindacale. Il risultato sarebbe stato dimostrare la forza aziendale verso sindacati e lavoratori ma giustamente il magistrato ha sanzionato questo comportamento imponendo semplicemente il rispetto della legge e del contratto».
La richiesta dell'assemblea - dalle 10 alle 12 di ieri e altre due ore quest’oggi - era nata dalla volontà dei lavoratori di confrontarsi in attesa che l'azienda apra un tavolo sul piano industriale che dovrà essere depositato in tribunale fallimentare entro il 24 giugno.
Ma prima il sindaco - in una lettera al Tirreno - aveva parlato di strumentalizzazione a fini politici delle assemblee, invitando i lavoratori a non aderire all’appuntamento sindacale, poi il cda era andato anche oltre diffidando i lavoratori dal riunirsi in assemblea, che avrebbe «arrecato ulteriori e gravissimi pregiudizi al servizio».
«L'azienda in modo pretestuoso ci ha intimidito, scrivendoci che ci saremmo assunti le responsabilità contrattuale e di legge - spiega Golino -. Abbiamo risposto con una diffida, chiedendo di ritirare il diniego ed evidenziando che si trattava di condotta antisindacale. Non volevamo alcuno scontro, ma abbiamo solo chiesto di tornare indietro. Loro però hanno insistito e dunque siamo stati costretti a chiedere aiuto al magistrato per il rispetto di un diritto sancito dall’articolo 20 dello statuto dei lavoratori e dal contratto nazionale». E il magistrato ieri mattina ha dato ragione al sindacato e ai lavoratori. Che in un centinaio poi si sono riuniti in un’assemblea all’aperto davanti alla sede di via dell’Artigianato.
Cosa che non è andata giù ai vertici aziendali. Che in una nota - dopo aver specificato che «le sentenze si rispettano anche se non si condividono» - hanno evidenziato «il rammarico nel constatare che la Cgil ha indicato ai dipendenti di presentarsi davanti all’ingresso dell’area impianti in via dell’Artigianato, anziché, come invece indicato nell’avviso di convocazione, presso la sede del sindacato».
La tensione tra cda e lavoratori insomma è tutt’altro che sciolta con la sentenza di ieri. Scrive il vertice di Aamps: riunirsi in via dell’Artigianato «ha creato ulteriori disagi all’azienda e conseguentemente alla cittadinanza, sia nella gestione del flusso di ingresso e uscita del sito industriale, sia nelle dinamiche informative ai dipendenti, compresa la questione inerente la regolare copertura assicurativa per ciascun lavoratore».
Oggi intanto i lavoratori bisseranno: alle 10 andrà in scena la seconda assemblea programmata. «L’impatto del piano sui lavoratori e le loro famiglie è enorme - continua Golino -. Il sindaco e il cda avevano promesso una condivisione delle strategie industriale e invece siamo ancora in attesa di essere convocati per la presentazione».
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