Il Tirreno

Livorno

Dieci aree pubbliche diventeranno orti sociali

di Enrico Paradisi

Ecco i terreni individuati dal Comune: da via dei Pelaghi a Mastacchi e Calatafimi Ma su Antignano si riaccende la polemica tra maggioranza e opposizioni

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LIVORNO. Dieci aree a verde inutilizzate, sparse da nord e a sud all'interno della città, tutte di proprietà del Comune, con superficie minima di 5mila metri quadri, che potranno essere utilizzate per coltivazioni ortofrutticole sociali. I possibili fruitori saranno famiglie e soggetti divisi per fasce di età dai 40 a 60 anni e oltre i 60, ma anche associazioni, organizzazioni di volontariato e onlus.

«Questo è un lavoro di ricognizione delle aree che sono potenzialmente votate a ospitare orti urbani sociali - ha spiegato l’assessore all’urbanistica Aurigi nel corso della commissione consiliare di ieri pomeriggio -. Sarà il conseguimento di uno degli obiettivi di mandato che oggi si concretizza».

PROGETTO REGIONALE. Livorno è un comune pilota che partecipa al bando regionale "100 mila orti in Toscana" insieme ad altre amministrazioni che si sono impegnate a formulare le linee guida della gestione degli orti urbani e che ha creato la possibilità di regolamentare la materia. La scelta, sostanzialmente, ad oggi si è concentrata nelle aree che potessero rispondere a un bisogno spalmato su tutta la città.

Non è un piano, ma al momento un censimento delle aree di un lavoro che Aurigi si augura possa andare comunque in porto senza strappi e senza logiche cosiddette "Nimby" (non nel mio cortile) considerando tutte le valutazioni e le proposte ulteriori.

Lo scopo è un arricchimento della città, spiega Aurigi. Il lavoro che si è concentrato sulla costruzione di un modello, una ricognizione degli spazi a disposizione di proprietà comunale, ma nulla vieta in futuro la possibilità di estenderlo, attraverso forme convenzionali, anche a terreni privati.

LE AREE INDIVIDUATE. Le aree individuate si trovano in via Mastacchi, in via Calatafimi, via del Fagiano, via dei Pelaghi, poi via di Salviano, dove in pratica si tratta dell'ampliamento degli orti già esistenti, via Bedarida in Coteto, via del Levante, e per la zona sud via di Popogna, via Caduti Lager Nazisti e via del Vecchio Lazzeretto. I criteri che sono stati presi in considerazione per individuarle sono molteplici. Si è tenuto conto della raggiungibilità delle aree (se servite ad esempio da linee di bus), della salubrità del suolo e il traffico insistente nella zona e inquinamento acustico e atmosferico, poi della forma e dimensione degli appezzamenti, l'accesso e le eventuali barriere architettoniche o manufatti, la presenza di parcheggi e quella di pozzi e la presenza o meno di vincoli. «Ci siamo inventati un punteggio - ha spiegato il dirigente all'urbanistica Danti - che è stato poi assegnato a ogni area seguendo i criteri di selezione. Tutti questi spazi sono già assegnati a servizi nella previsione urbanistica quindi non ci sono ulteriori necessità».

ORTI DA 50 METRI. Punteggio più alto è stato ottenuto da sei aree su dieci e in particolare via Mastacchi, via del Fagiano via dei Pelaghi e via dei Lager Nazisti. La dimensione dell'orto nel programma regionale vanno da 32mq a 52mq, a seconda della tipologia di persone a cui vengono assegnate, ma non si esclude di potere estendere.

IL CASO VIA CADUTI DEI LAGER. Caruso (Pd) accetta di buon grado il progetto degli orti, ma ha avanzato perplessità su via Caduti dei Lager: «Qui si va a toccare un territorio che è utilizzato come parco giochi dai bambini della zona». Perplessità subito fugata da Danti, che ha sottolineato come l'area per giochi verrebbe esclusa dalla previsione degli orti. Anche Amato (Fi) chiede di realizzare su quell'area solo un parco giochi.

Tutta questa contrapposizione non la vedo così evidente e né opprimente anche come fruibilità - gli ha risposto anche Marchetti (M5s) - Vedo più gli orti come aree ordinate, e non come elemento degradante, ovviamente dietro adeguata regolamentazione».

Cepparello (Gruppo misto) dice sì agli orti urbani, ma se non contrasta con utilizzi già spontaneamente scelti dagli abitanti: «Non si fanno gli orti su prati dove i bambini giocano già a pallone».

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