Ex Atl, famiglie senza luce e acqua
Ceraolo attacca il Comune. La replica: «Va cercata una diversa collocazione»
LIVORNO. «Da 7 giorni 60 persone, circa 25 famiglie, 14 bambini anche piccoli, vivono senza acqua e senza corrente nella palazzina uffici ex Atl in via Meyer». A lanciare l’sos è Giovanni Ceraolo, uno dei volti del sindacato di base Asia - Usb. «Da una settimana - racconta - utilizzano l'acqua di una fontana per lavare i propri bambini e per cucinare, si sopravvive utilizzando candele e torce a gas».
Poi le dure parole nei confronti del Comune M5S: «Ingenuamente avevamo pensato che fosse un disguido, un problema tecnico che la nostra amministrazione avrebbe risolto. Un'amministrazione che in due anni non è riuscita a fare assolutamente nulla per l'emergenza abitativa». «Un'amministrazione comunale - scrive ancora - che ha scelto di demandare la "gestione" dell'emergenza a comitati e sindacati senza investire un euro del bilancio comunale». «Il sindaco e la giunta - è la dura presa di posizione - dopo diverse pressioni e richieste di aiuto, hanno finalmente gettato la maschera. La decisione di non riattaccare la corrente e l'acqua è stata presa da loro stessi per arrivare allo sgombero».
La situazione è da giorni surreale: gli ex uffici dei bus sono occupati in condizioni estreme da famiglie con bambini. Dove c’erano le scrivanie sono spuntati materassi, fornelli, frigoriferi di fortuna, lavatrici. I sacchi si stanno accumulando proprio nel piazzale dove il Comune ha annunciato di voler far partire a breve la rivoluzione del traffico sul lungomare, con la creazione di un parcheggio da 200 posti auto.
Ma intanto ad occupare sono famiglie «senza reddito e senza alcuna alternativa», alle quali - scrive Ceraolo - «il sindaco ha negato anche l'intervento della protezione civile». «In pieno centro - è la sua denuncia - si sta consumando una "tragedia umanitaria"». Da qui l’avviso che «saremo in piazza fino a quando non saranno riattaccate le utenze».
Filippo Nogarin ieri ha replicato spiegando che «lì c'era un contratto con Enel intestato alla Ctt: quando la società ha riconsegnato gli immobili, è stato chiuso. Noi abbiamo provato ad aiutare queste persone, fornendo energia magari in alcune ore, ma aprire un nuovo contratto in stato di occupazione abusiva esporrebbe l’amministrazione alla violazione della legge 80». «C’è anche da dire - aggiunge - che in generale la prefettura, che ovviamente si muove nel contesto della legalità, nel precedente Cosp ha invitato l’amministrazione a procedere agli sgomberi delle aree occupate». «Io - aggiunge - ho chiesto la sospensione degli sfratti per sei mesi e che venga usato un modello non così restrittivo sulla graduazione degli sfratti». Ma l’ex deposito sarà sgomberato? «Non saremo noi a sgomberare, cercheremo di far sì che queste persone trovino un’altra collocazione», risponde per ora Nogarin. Che replica così alle parole di Ceraolo sull’immobilismo sul fronte casa: «Noi abbiamo fatto molto, costruito le risposte che in parte sono arrivate e in parte arriveranno. Comprendo la provocazione, ma i numeri raccontano un impegno forte. Da ultimo il fatto che sto portando avanti una difficile trattativa per l’acquisizione del palazzo della Cigna».(j.g.)
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