Il Tirreno

Livorno

L’ex hotel Atleti diventa un centro profughi per 80 migranti

di Juna Goti
L’ex hotel Atleti diventa un centro profughi per 80 migranti

Livorno, la storica struttura privata tra il Caprilli e i campi da tennis ospiterà fino a 80 migranti. «Pronti già da lunedì 13 giugno»

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LIVORNO. La sala da ballo che per generazioni di adolescenti è stata la primissima discoteca è pronta per essere trasformata nella sala mensa. Al primo piano, invece, le quaranta camere con bagno sono già state allestite. A sorpresa il complesso dell’ex Atleti, all’Ardenza, sarà trasformato in un centro di prima accoglienza per i profughi. Non un complesso qualunque, ma un pezzo di storia della città, stretto tra i campi da tennis di via dei Pensieri, l’ippodromo, e il parco di villa Letizia, sede del polo universitario.

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I lavori, partiti in silenzio, sono già quasi arrivati al termine. Tanto che dalla società che ha partecipato al bando della prefettura e che gestirà la struttura presa in affitto dai privati proprietari, fanno sapere di essere pronti ad accogliere i migranti «già da lunedì».  Quanti? A deciderlo sarà la prefettura, ma intanto la struttura è stata attrezzata per ospitare fino a ottanta persone. La gestione è affidata alla Cg Srl, una società che ha sede a Campiglia Marittima e che si è costituita lo scorso febbraio: nel circuito dell’accoglienza gestisce anche un altro hotel riservato ai migranti a Cecina.

Stando a quanto riferito dai rappresentanti della società, almeno nella prima fase all’ex Atleti dovrebbe essere trasferita almeno una parte di quelle persone che si trovano nel centro di via Sant’Anna, in Venezia, che era stato preso in gestione dalla coop romana Inopera. I tempi sarebbero appunto strettissimi. A lavori in corso, l’ingresso al parco intorno all’albergo è stato chiuso con un cancello provvisorio. Non ci sono cartelli particolari. Gli incaricati hanno iniziato la pulizia e la trasformazione di alcuni spazi. Molti residenti dei palazzi che si affacciano su via dei Pensieri, quando hanno visto spuntare i mezzi da lavoro e hanno notato il primo viavai di operai, hanno pensato che fossero partiti i lavori di ristrutturazione per riaprire l’albergo dopo lo sfratto - avvenuto nel marzo del 2015 - dei vecchi gestori del complesso. L’albergo alla fine sarà riaperto, ma avrà una funzione diversa.

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Nei giorni scorsi in fondo al viottolo che porta all’ex discoteca, è arrivato il camion della lavanderia: gli addetti ai lavori hanno scaricato la prima biancheria, lenzuola, asciugamani. Gli operatori sociali hanno iniziato a visitare gli spazi. Al piano terra sono in fase di allestimento quelli comuni: al posto del salone dove una volta c’erano i divanetti e la pista da ballo sta nascendo l’area mensa. Accanto la cucina. Al piano superiore, con accesso dalla scalinata centrale, la fila di camere con i letti a castello. «I centri profughi - ha specificato in serata l’assessora al sociale, Ina Dhimgjini, contattata dal Tirreno - rientrano nel percorso del ministero che viene gestito dalla prefettura, non dai Comuni. Non ho notizie o comunicazioni formali in merito al complesso dell’Atleti, l’operazione - ha ribadito - non è stata gestita da noi. Non ci arrivano sempre comunicazioni su tutti i centri che decidono di aprire: stiamo parlando di strutture private, gestite con rapporti convenzionati, se ci sono i requisiti è la prefettura che seleziona mediante bando». Il luogo scelto? «Sono fiduciosa - risponde - dell’operato della prefettura».

«Il Comune - ricorda infine - si occupa della tutela dei minori non accompagnati, che sono in crescita, e viene periodicamente informato sul flusso generale dei profughi, che a fine maggio erano circa 350 distribuiti in tutta la provincia».

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