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capitaneria di porto

Calambrone, si cerca il peschereccio

Giovane finito in mare: si indaga per omissione di soccorso

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LIVORNO. La capitaneria di porto indaga per omissione di soccorso sulla vicenda successa al Calambrone mercoledì nel tardo pomeriggio, quando un giovane di colore è stato visto tuffarsi (o essere spinto, questo è ancora da chiarire) in mare da un peschereccio. L’accusa è ipotizzata nei confronti del comandante dell’imbarcazione che secondo il codice che regola il comportamento in mare non doveva permettere che un membro del suo equipaggio si lanciasse in mare o comunque era tenuto a soccorrerlo, piuttosto che lasciarlo tra le onde e andare via.

Il giovane, descritto come nero, alto circa un metro e 80, e al momento del soccorso vestito di verde, è stato invece recuperato dal bagnino del bagno Uappala di Calambrone, che una volta scattato l’allarme, si è precipitato in mare per salvare il giovane. Ma una volta giunto a riva, sulla spiaggia libera, è scappato, senza lasciare nessun dato. Ma nel breve tragitto verso la spiaggia, ha detto al bagnino di essersi spaventato alla vista di una barca della polizia. Effettivamente, in quel momento era in giro una vedetta della capitaneria che tornava da nord verso Livorno.

A chiedere aiuto era stato un pescatore che ha visto il ragazzo di colore sbracciare in acqua. Lui stesso aveva chiamato la polizia e poi la guardia costiera. E proprio gli investigatori della capitaneria si erano recati via terra sulla spiaggia del Calambrone, ascoltando la sua testimonianza e poi quella del bagnino.

Ora i militari stanno passando al setaccio l’ambiente della pesca per rintracciare il peschereccio in questione e il suo comandante, che per ora è ignoto.

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