Lucarelli va verso il molo Italia Disinnescata la “guerra dei ro-ro”
Gallanti annuncia l’intenzione e nel “parlamentino” dell’Authority saltano fuori anche le polemiche Il terminal sconta la presenza di una strozzatura che impedisce di accogliere navi oltre i 150 metri
LIVORNO. Ancora non c’è la delibera specifica nero su bianco ma a Palazzo Rosciano, sede dell’Authority, sembrano essersi create le condizioni di contorno perché il Lucarelli Terminal abbia in uso provvisorio fino a fine anno il molo Italia lato nord.
Il commissario Giuliano Gallanti prova a disinnescare una “mina” che rischiava di esplodere come effetto collaterale nella “guerra dei ro-ro” fra Onorato e Grimaldi: proprio per rispondere all’attacco di Grimaldi, l’armatore Onorato potenzia i collegamenti con la Sardegna. Ma per farlo finisce per mandare in tilt il terminal del quale è cliente (Lucarelli): colpa del fatto che la banchina dell’ex goleador amaranto non può accogliere navi oltre i 150 metri («cioè praticamente quasi tutte», dicono dal terminal).ed è da tempo in lista d’attesa per un intervento strutturale dell’Authority che dovrebbe “tagliare” la strozzatura. Tradotto: a rischio le buste paga di 40 addetti.
La delibera è nelle mani del commissario, che comunque ne ha dato notizia al comitato portuale. Va detto che la commissione consultiva in passato non aveva lesinato i mugugni su quest’operazione. Anche la seduta del “parlamentino” di Palazzo Rosciano non è stata avara di scontri: protagonisti, ad esempio, il sindaco Nogarin (schierandosi con Lucarelli, ha sollevato il problema del conflitto d’interessi presente all’interno del comitato portuale) e il direttore confindustriale Umberto Paoletti (che lo ha accusato di non conoscere la legge su come si compone il comitato portuale). Nel mirino anche il fatto che ci si muove spesso a suon di deroghe sull’onda dell’emergenza ma questo intralcia il decollo della zonizzazione: c’è il timore che a suon di deroghe e strappi, si finisca per far grippare l’ingranaggio che dovrebbe portare agli spostamenti di terminal (come Tco e Cilp, per dirne un npaio) per comporre il puzzle creato dal nuovo Prg. Sull’altro piatto della bilancia, il destino di 40 famiglie in una città dove la disoccupazione già azzanna i destini di tanti.
A quanto è dato sapere, il nulla osta provvisorio coprirà presumibilmente il periodo da qui a fine anno. E appunto il 31 dicembre scade anche il contratto che lega al Lucarelli Terminal la compagnia Tirrenia di Onorato.
«A questo punto – dice Cristiano Lucarelli, titolare del terminal – la palla è nelle mani di Onorato: contiamo che in questi mesi il nostro lavoro lo convincerà a rimanere con noi, altrimenti 40 famiglie resteranno senza sostegno».
Per l’impresa dell’ex cannoniere un provvedimento era indispensabile nel giro di poco tempo: dal 1° luglio la Tirrenia metterà in servizio la “Massimo Mura” lunga 193 metri, dunque fuori misura per un terminal che non può accogliere navi oltre i 150 metri.
Secondo quanto auspicanoal terminal, la resecazione della banchina potrebbe anche avvenire in due fasi: già con un primo “taglio” di 30 metri la banchina potrebbe accogliere navi più grandi.
La “guerra dei ro-ro” nasce lontano da qui: è un duello – quantomeno di livello nazionale – fra i big del settore, Grimaldi vs Onorato. Ma sono proprio le nostre banchine a rischiare di diventare il campo di battaglia: non è un segreto che, potendo contare Grimaldi sull’egemonia su Civitavecchia, il fronte principale d’attacco anti-Onorato è su Livorno. Ma in sede locale si sono moltiplicati i focolai di “guerra”: oltre al caso Lucarelli, lo scontro sulle aree ex Seatrag alla radice della Darsena Toscana, le tensioni sindacali in Ltm e il passaggio di Cotunav da Ltm a Scotto-Neri (stoppato dall’Authority).
Gallanti mette l’accento sull’aumento della fame di spazi per le “autostrade del mare”. E torna a insistere: la soluzione è una accelerazione della fase due della maxi-Darsena. Come? Andando a scandagliare eventuali interessati con un “appello a offrire”: una sorta di scouting di mercato per l’altra metà della Darsena Europa. «Costerà assai meno del polo container, le dighe foranee ci saranno già», dice Gallanti. Eppure siamo ancora distanti dalle 13,4 milioni di tonnellate nei ro-ro del 2008.
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