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l’idea di ctt

«Vigilanti sui bus per la sicurezza»

LIVORNO. Vigilanti a bordo dei bus per garantire la sicurezza di autisti e passeggeri. Un’idea che in questi giorni è all’analisi dei dirigenti della Ctt quale possibile soluzione al problema delle...

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LIVORNO. Vigilanti a bordo dei bus per garantire la sicurezza di autisti e passeggeri. Un’idea che in questi giorni è all’analisi dei dirigenti della Ctt quale possibile soluzione al problema delle violenze a bordo.

«Le aggressioni ai danni dei conducenti sono sempre più frequenti: due mesi fa a Pisa un automobilista si scagliò contro un nostro dipendente - spiega Alessandro Amato, vice presidente del consorzio dei trasporti toscani - A Livorno, invece, alla fine dell’anno scorso due controllore furono spintonate mentre salivano sulla scaletta, e una di loro finì a terra. È per questo che stiamo studiando delle soluzioni al problema. Un’opzione è ingaggiare degli addetti alla sicurezza che possano monitorare la situazione a bordo. Purtroppo bisogna fare i conti con le risorse economiche, che non sono abbastanza. Ma ad esempio si potrebbero utilizzare i vigilanti allo stesso modo dei controllori, facendoli girare sui bus. Sarebbe un buon deterrente. È chiaro che dovrebbero essere ingaggiate persone molto preparate. In situazioni come queste, l’uso della violenza è davvero l’estrema ratio. Il servizio dovrebbe servire solo come prevenzione».

La Ctt è dunque consapevole del preoccupante fenomeno delle aggressioni e sta cercando di correre ai ripari. «Un’altra cosa che stiamo studiando - aggiunge Amato - è intensificare la collaborazione con le forze dell’ordine. Già oggi quando i nostri controllori salgono a bordo, spesso vengono accompagnati da pattuglie di carabinieri e polizia». Un altro accorgimento da mettere in campo per la tutela degli automobilisti riguarda l’acquisto di mezzi più “protettivi”. Ma questo è un discorso rimandato a quando verranno acquisiti autobus nuovi: «In quel momento- dice Amato - faremo in modo che il vano autista sia dotato di sportelli non apribili dall’esterno».

Anche la gente però deve fare la sua parte. Lo sottolinea Bruno Bastogi della Ctt: «Non ci si può far schermo di cani di grossa taglia, non è corretto. Ci vuole più rispetto verso chi lavora».(l.l.)

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