Il Tirreno

Livorno

«Museruola al cane» E lui picchia l’autista

di Lara Loreti
«Museruola al cane» E lui picchia l’autista

Conducente del bus linea 4 aggredito da un passeggero Botte sul braccio, poi gli aizza contro l’animale e scappa

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LIVORNO. L’autista dell’autobus Ctt lo ha invitato a mettere la museruola al suo grosso cane. Lui ha rifiutato e alla fine ha reagito con violenza, aprendo lo sportello del conducente e prendendolo a pugni, per poi scappare. Un episodio successo lunedì mattina in piazza della Repubblica, a bordo della linea 4 che collega il cimitero comunale con Colline. La polizia cerca un giovane che al momento dell’aggressione indossava una maglia rossa dell’Adidas, jeans e scarpe da tennis. Sconvolti l’autista e la stessa Ctt, che ha espresso piena solidarietà al suo dipendente. «Ho solo fatto il mio dovere - dice lui - cercando di far rispettare le regole».

Sono le 11 e il bus 4 sta andando verso Colline quando fa tappa alla fermata di piazza della Repubblica. Lì sale il giovane con un grosso cane marrone, che dalle descrizioni sembra un Rottweiler oppure un Pitbull o comunque di grossa taglia: non ha la museruola, che è obbligatoria. Alla guida del bus c’è un livornese di 39 anni che lavora per Ctt da oltre dieci anni. Questi invita il passeggero a mettere la museruola al suo cane altrimenti dovrà scendere: lo prevede il regolamento. Il giovane si ribella dicendo che lui, quella linea, la prende sempre, che il cane è buono e non c’è bisogno di museruola. E come nulla fosse, lo lega a un passamano del bus. L’autista non si arrende e ribadisce il concetto, ma l’altro non molla. A quel punto, il conducente prende il telefono per chiamare la polizia. Ma l’altro intuisce il gesto, si avvicina, apre lo sportello e gli dà due pugni sul braccio. Inoltre, gli aizza contro il cane, per poi scappare attraverso la stessa porta da cui è entrato, che nel frattempo è rimasta aperta. Quindi sparisce. La polizia dirama le ricerche, ma per ora nessuna traccia di lui. Questa è la ricostruzione della Ctt basata sul racconto dell’autista, che si è fatto medicare in ospedale.

«Purtroppo ci sono molti utenti che non rispettano le regole e vorrebbero imporsi - dice Bruno Bastogi, responsabile della programmazione Ctt per Livorno - Bene ha fatto il nostro autista a comportarsi in quel modo. La formula “Ma il mio cane è buono” non conta: ne va la sicurezza della gente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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