Meteo
Ceravolo entra in Asa «Niente benefit e compenso ridotto»
Il nuovo presidente del consiglio di sorveglianza spiega «che gli investimenti del privato finiranno in bolletta»
LIVORNO. Sulle recenti nomine del nuovo consiglio di sorveglianza di Asa si era aperta subito una controversia: i sindaci del Pd avevano proposto la riduzione del 30% dei compensi degli amministratori, ma il taglio agli emolumenti non era passato per l’astensione decisiva del sindaco Filippo Nogarin. Da qui, inevitabilmente, era scaturito un acceso dibattito sulla riduzione dei costi della politica.
Ma a spegnere sul nascere il fuoco delle polemiche ci ha pensato il neopresidente del consiglio di sorveglianza di Asa Nicola Ceravolo, già candidato per il M5S alle regionali, che in una lettera rivolta a tutti i cittadini spiega - tra l’altro - che si autoridurrà stipendio (il compenso annuale è di 30mila euro) e benefit.
«Intendo autoridurmi lo stipendio e rinunciare ai benefit - sottolinea Ceravolo - perché sono il primo a voler dare il buon esempio. Invito tutti a non strumentalizzare e personalizzare una questione così complessa. Scendiamo nel merito delle questioni, perché solo così possiamo tutelare l'interesse dei cittadini».
E infatti, nella sua lettera, il presidente dà ampio spazio a una riflessione sull’azienda: da quella che è la situazione attuale fino alle prospettive a breve/medio termine. Ribadendo che l’obiettivo, seppur complicato da raggiungere, resta l’acqua pubblica. «La nomina a presidente del Consiglio di sorveglianza di Asa spa - scrive parlando agli utenti - mi riempie d'orgoglio da un lato e di enormi responsabilità dall'altro. L'azienda che gestisce il servizio idrico nell'area livornese e la distribuzione di gas - il cui 60% del capitale è in mano pubblica mentre il restante 40% è di un partner privato, Ireti del gruppo Iren - è a un bivio: nelle prossime settimane i soci saranno chiamati a compiere scelte fondamentali che determineranno il futuro sviluppo dell'azienda. Il compito del presidente del consiglio di sorveglianza è quello di presidiare l'assemblea, approvare il bilancio e vigilare sulla destinazione degli utili. Lo farò, ovviamente, nel rispetto del codice civile, dello statuto dell'azienda e dei patti parasociali».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13546027:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/05/27/news/asa-nogarin-stoppa-il-taglio-del-30-ai-compensi-degli-amministratori-1.13546027]]
«Il mio - aggiunge - è dunque un ruolo di garanzia e allora è bene fare subito chiarezza sui due questioni chiave del dibattito che si è sviluppato attorno ad Asa in questi giorni. Il punto di arrivo per me è quello della ripubblicizzazione dell'azienda ma purtroppo la legge Madia va verso la direzione opposta. Credo che ci si debba sforzare, pur rimanendo ancorati alla realtà, a capire come non tradire la volontà degli elettori e fare un passo verso l'acqua pubblica. E' fondamentale cogliere l'opportunità rappresentata dalla gara per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas, così come è vitale promuovere nuovi investimenti in modo da portare avanti opere infrastrutturali strategiche, come lo spostamento del Rivellino». Ma a questo punto Ceravolo si sofferma per sottolineare che «occorre dire le cose come stanno: tutti gli investimenti non saranno a fondo perduto ma verranno ammortizzati attraverso le bollette dei cittadini». Il riferimento è chiaramente rivolto agli 86 milioni di euro di investimenti annunciati da Iren nel caso in cui la sua quota in Asa salisse al 49% . «L'approccio che intendo portare in relazione al socio di minoranza Ireti - puntualizza il neopresidente - è quello di assoluta correttezza nella diversità di vedute: compito di entrambi è trovare una sintesi tra le due posizioni». Ceravolo, a questo punto, ammette che la partita è davvero complessa. « Si deve valutare la qualità del servizio, i costi delle utenze, l'efficienza delle infrastrutture, il piano industriale nei suoi dettagli, gli investimenti effettuati fino ad oggi e le prospettive dell'aumento di capitale - afferma - Io sono stato nominato presidente con il sostegno di alcuni sindaci, ma intendo essere "il garante" di tutti. Non si tratta di una frase fatta: credo davvero che, davanti a sfide così complesse e determinanti, solo un sano lavoro di mediazione possa consentire di uscire dall'impasse attuale».
«Cercherò di coinvolgere quanti più soggetti possibili nel percorso che, nel giro di breve tempo, ci porterà a prendere le decisioni chiave - conclude - Cittadini, lavoratori, sindacati, associazioni e partiti. Intendo riunire tutti questi soggetti all'interno di un percorso partecipato. Solo con una condivisione di intenti possiamo negoziare efficacemente con il partner industriale. Un Social forum dell'Acqua livornese è attivo ed ha come obiettivo primario la tutela di questo bene pubblico. Se ci saranno dei cambiamenti, attenzione, questi porteranno ad un rafforzamento del socio pubblico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
