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Le terme del Corallo tornano a vivere tra luci, suoni e acqua
La grande festa per riscoprire l’edificio monumentale. Dalle 20 alle 24 sarà chiuso il cavalcaferrovia. A rotazione vari artisti in concerto, nel parco saranno fatte entrare 50 persone alla volta
LIVORNO. La sera di sabato 28 maggio la città riabbraccerà le Terme del Corallo in una festa di luci (il complesso verrà illuminato in modo suggestivo come vi mostriamo in anteprima con le prove tecniche di ieri sera) acqua e musica. A partire dalle 18 e fino alle 2 di notte, si riapriranno i cancelli della struttura monumentale e sarà possibile, a gruppi massimo di 50 persone alla volta, visitare il giardino ammirando da vicino le forme del capolavoro Liberty trascurato per quasi 50 anni. Il tutto lungo un percorso segnato attorno alla fontana centrale tornata a zampillare per l'occasione con il ripristino dei tecnici di Asa.
Dopo un mese dall'inizio della ripulitura del parco, grazie alle decine e decine di volontari mobilitati dalle due associazioni Terme del Corallo Onlus di Silvia Menicagli e Reset di Giuseppe Pera, in cui è stato riportato alla luce il triplo di quello che era previsto, ripulendo in pratica tutto il complesso dalla vegetazione e dalla spazzatura di anni di incuria e degrado, ecco dunque il regalo ai livornesi tutto autofinanziato dagli sponsor. Dalle 20 alle 24 sarà inoltre chiuso al traffico il cavalcaferrovia, che verrà pedonalizzato insieme al tratto di via Orosi di fronte alla Terme (ingresso da piazza Dante) per permettere ai cittadini di godersi lo spettacolo.
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Davanti al cancello, sotto la direzione artistica di Luigi Agostini si esibiranno a rotazione con concerti di musica dal vivo diversi artisti: l'Ensemble Bacchelli, New Choir, Esperanto Acoustic Band, Teresa Rotondo, Nada Al Basha, Alessandra Rossi, Serena Rebus, Martina Salsedo, Riccardo Della Ragione, insieme ai figuranti in costume dell'associazione storica Livornina. Alle 22 poi il flash mob, "Abbracciamo le Terme del Corallo", un abbraccio collettivo attorno al monumento ritrovato. «E' una città che rinasce - ha detto l'assessore Aurigi presentando l'iniziativa insieme ai colleghi Fasulo e Vece - sinonimo di quanto la città sia viva anche se spesso si tende a dipingerla diversamente e a raccontarla come spacciata. La risposta è stata data direttamente dai cittadini».
Lo stesso Pera segnala un incremento di adesioni, con altre associazioni livornesi che si sono fatte avanti per unirsi al progetto di recupero: «Stiamo iniziando davvero a creare una confederazione di anime», ha detto. Parla invece di un punto di partenza, Fasulo, per un «sito archeologico che torna ad essere vivo e diventerà palcoscenico di eventi distribuiti durante tutto il corso dell'anno». E poi non risparmia una frecciata alla precedente amministrazione: «Se fossero stati investiti qui i 20 milioni utilizzati per realizzare il parcheggio Odeon - ha aggiunto l'assessore alla Cultura - oggi avremo le Terme e avremo ancora l'Odeon". Per Vece l'origine della decadenza delle Terme è stato proprio il cavalcaferrovia: «E' un'opera pensata male che ha originato il declino della struttura. Un primo passo è la riqualificazione di piazza Dante, anche se per riqualificare l'area sarebbe necessario realizzare un sottopasso e arrivare all'abbattimento del ponte».
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A proposito di recupero, entro il 31 maggio si potrà segnalare il complesso delle Terme come luogo culturale dimenticato da recuperare all'indirizzo bellezza@governo.it. Beni che verranno selezionati da una commissione ad hoc e su cui il Governo mette a disposizione 150 milioni. «Da quando è iniziata questa battaglia ero considerata visionaria - ha ricordato Silvia Menicagli ringraziando Reset per il lavoro splendidamente condiviso - vedere che oggi si parla di programmazione all'interno delle Terme per me è il paradiso. Già possiamo utilizzare il giardino quest'estate per spettacoli itineranti e se l'amministrazione ce lo permette ho già in programma visite guidate del perimetro con le guide storiche livornesi». Insieme alla fontana sarà recuperata dall'associazione di Menicagli anche la grande aiuola, il progetto è già stato inoltrato alla sovrintendenza, per ripristinarla in mosaicoltura così com'era a inizio ’900.
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