Italia
«Mi dispiace per Chopin e non me non sono andato»
LIVORNO. «Sarei grato al giornale se volesse accogliere quanto scrivo in modo davvero sentito...». Inizia con queste parole la lunga lettera che Andrea Menzione ha inviato ieri al Tirreno. Andrea...
LIVORNO. «Sarei grato al giornale se volesse accogliere quanto scrivo in modo davvero sentito...». Inizia con queste parole la lunga lettera che Andrea Menzione ha inviato ieri al Tirreno. Andrea Menzione - come spiega lui stesso - è il padrone del cane che pochi giorni fa ha morso, ferendolo gravemente, il piccolo Chopin, e secondo la ricostruzione dei proprietari del pinscher se ne sarebbe poi andato via «tranquillamente».
«Sono tre le cose - interviene - che mi danno un grande dispiacere. Prima di tutto sono addolorato per Chopin, che ho poi scoperto di conoscere da lungo tempo e con il quale le due canine che ci hanno lasciato due anni fa, dopo aver vissuto con noi per undici anni l'una e per quasi diciassette l'altra, hanno spesso giocato nei prati della pinetina del viale della Libertà». «Poi mi dolgo, davvero e sinceramente - sottolinea - per la padrona di Chopin, il cui nome ho scoperto solo ieri, quando mi è stato riferito da altri padroni di cani che sono andato a cercare in serata alla pinetina, proprio per avere qualche notizia del canino. Della signora condivido il dolore e la preoccupazione. I miei cani sono morti tra le mie braccia e so benissimo quanto si soffra delle loro sofferenze. E in terzo luogo, ma non per questo di meno, mi dolgo che si dia di me un'immagine così impropria e così distante dal vero. Io giustifico la signora Picchi perché era comprensibilmente sconvolta per l'accaduto e io stesso sono rimasto molto toccato. Ma lei che giustamente è corsa via all'istante per portare Chopin nelle mani di chi poteva aiutarlo, non può sapere che io sono rimasto ben più di mezz'ora sul posto, cercando di sapere il suo nome e di avere notizie».
«Ho chiesto a più d'uno - ripete - se avessero capito come stava il pinscher e chi mi diceva che aveva solo ferite superficiali chi, al contrario, che la cosa non era così tranquilla. «Oltre mezz’ora, ripeto, e ci sono i testimoni, le persone con cui ho parlato e altre che mi hanno visto».
Quanto a come sono andate le cose, «io stavo rientrando con il mio cane verso il posteggio, passando nella zona esterna, proprio perché c'erano in giro parecchi cani senza guinzaglio, a differenza del mio al quale lo tolgo solo dentro il gabbione della sgambatura per farlo correre un po'. Chopin, che in passato ho tante volte visto andare in giro senza guinzaglio nell'area verde della pinetina, non so bene per quale motivo è venuto di corsa verso di noi allontanandosi dalla padrona, che a quel punto non era in grado di controllarlo in alcun modo, facendosi fin sotto al mio».
«I cani - chiosa - hanno tutto un loro modo d'intendersi e di certo il mio ha letto la corsa di Chopin verso di lui come una manifestazione aggressiva, alla quale ha reagito, facendomi anche cadere a terra. Se solo Chopin fosse stato al guinzaglio, e tenuto a prudente distanza di sicurezza, niente sarebbe successo. Altre volte il mio cane, che è un cane di buon carattere ma che come tanti maschi non sempre gradisce la vicinanza del suo genere, si è sempre limitato, anche perché sempre sotto il mio controllo col guinzaglio, a qualche ringhio o a qualche abbaiata più minacciosa».
«La mia più viva speranza - conclude Menzione, sottolineando di comprendere lo sfogo della padrona - è comunque che il piccolo Chopin ritrovi quanto prima e quanto più possibile salute e allegria».
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